Sei alla poltrona, magari alle prese con una riabilitazione complessa o un’estrazione che richiede tutta la tua concentrazione.
In quel momento, nel silenzio operativo dello studio, entra la tua assistente di segreteria. Ha in mano un foglio stampato dalla PEC o, peggio, l’espressione preoccupata di chi ha appena letto una notifica digitale dal mittente “Agenzia delle Entrate”.
L’oggetto è quasi sempre lo stesso: “Comunicazione di irregolarità – art. 36-bis DPR 600/73”.
È il cosiddetto avviso bonario.
In quel preciso istante, la mente si scinde: una parte resta sul paziente, l’altra vola ai conti dello studio e al timore di un controllo fiscale. In realtà, nella maggior parte dei casi, l’avviso bonario non rappresenta una contestazione grave, ma una richiesta di verifica che consente di controllare la propria posizione e, se necessario, regolarizzare eventuali differenze con sanzioni ridotte.
Come professionisti specializzati nel settore odontoiatrico, sappiamo che questa è una delle principali fonti di stress per i nostri clienti. Vediamo quindi come gestirla con lucidità.
Cos’è l’avviso bonario dell’Agenzia delle Entrate
L’avviso bonario, tecnicamente definito comunicazione di irregolarità, è una comunicazione con cui l’Agenzia delle Entrate segnala al contribuente una possibile incongruenza tra i dati indicati nella dichiarazione fiscale e i versamenti effettuati.
Nasce da controlli automatizzati e rappresenta una fase preliminare rispetto alla riscossione vera e propria. Prima di emettere una cartella esattoriale, l’Amministrazione offre la possibilità di correggere errori spontaneamente. Il termine “bonario” indica proprio questa volontà di instaurare un dialogo, permettendo di pagare le somme dovute con sanzioni ridotte rispetto a quelle previste in caso di accertamento.
Le tipologie di controllo che generano l’avviso bonario
Le comunicazioni di irregolarità possono derivare da due principali tipologie di controllo effettuate dall’Agenzia delle Entrate:
- controllo automatico articolo 36-bis del DPR 600/1973. In questo caso l’Agenzia verifica la correttezza dei dati indicati nella dichiarazione confrontandoli con i versamenti effettuati. Si tratta di controlli prevalentemente numerici che individuano differenze tra imposte dichiarate e importi effettivamente versati. I sistemi informatici incrociano quanto dichiarato nel Modello Redditi o IVA con quanto versato tramite F24. Se i numeri non coincidono al centesimo, il sistema genera l’avviso
- controllo formale previsto dall’articolo 36-ter del DPR 600/1973. Più raro ma più insidioso. Qui l’Agenzia richiede le “pezze d’appoggio” di quanto scaricato. Se, ad esempio, sono state dedotte spese ingenti per un master o per l’acquisto di un nuovo riunito con le agevolazioni Industria 4.0, l’ufficio chiederà di esibire fatture e bonifici parlanti entro 30 giorni.
In entrambi i casi l’obiettivo della comunicazione è consentire al contribuente di chiarire la propria posizione prima che la situazione si trasformi in un atto di riscossione vero e proprio.
Perché può arrivare un avviso bonario in uno studio dentistico
Anche gli studi dentistici possono ricevere con una certa frequenza comunicazioni di irregolarità.
Lo studio dentistico gestisce tributi diversi e adempimenti complessi che possono generare errori materiali.
Vediamo i più frequenti.
IRPEF e addizionali (studio individuale)
Quando lo studio è gestito in forma di libera professione individuale, le comunicazioni di irregolarità riguardano spesso l’IRPEF e le relative addizionali regionali e comunali. Può accadere, ad esempio, che un acconto non venga versato correttamente oppure che emerga una differenza tra imposta dichiarata e versamenti registrati dall’Agenzia delle Entrate.
Ritenute d’acconto e modello 770
Un’altra situazione piuttosto frequente riguarda le ritenute d’acconto. Il titolare dello studio dentistico, infatti, opera come sostituto d’imposta quando paga collaboratori o consulenti. Questo significa che deve trattenere una parte del compenso e versarla allo Stato. Se si verifica un disallineamento tra le ritenute indicate nel modello 770 e quelle effettivamente versate tramite F24, il sistema dell’Agenzia delle Entrate può generare una comunicazione di irregolarità.
L’enigma dell’IVA e il Pro-Rata
Anche l’IVA può essere coinvolta, nonostante le prestazioni odontoiatriche siano generalmente esenti. L’imposta può infatti entrare in gioco quando lo studio acquista servizi da fornitori esteri, come software gestionali o piattaforme digitali, oppure quando vengono effettuate operazioni che non rientrano pienamente nell’ambito delle prestazioni sanitarie.
Ires ed Irap
Se lo studio dentistico è organizzato in forma societaria, ad esempio come S.r.l. odontoiatrica, le comunicazioni di irregolarità possono riguardare anche altre imposte. In particolare l’avviso bonario può riferirsi all’IRES, l’imposta sul reddito delle società, oppure all’IRAP. In questi casi la comunicazione deriva spesso da differenze tra le imposte dichiarate e i versamenti registrati oppure da compensazioni di crediti che non risultano correttamente abbinate nei sistemi dell’Agenzia delle Entrate.
Cosa fare (e cosa evitare) quando arriva un avviso bonario
La regola d’oro è: metodo e tempestività. La prima cosa da fare è analizzare con il consulente il documento, l’imposta coinvolta e l’anno di riferimento.
Il nostro consiglio è di non pagare mai l’F24 allegato senza aver avuto un confronto con il commercialista. Il termine fondamentale è di trenta giorni dalla ricezione
Se il contribuente dopo un consulto con il consulente ritiene che la richiesta dell’Agenzia delle Entrate sia corretta, può procedere al pagamento degli importi indicati nella comunicazione.
In questo caso le sanzioni applicate sono ridotte al 10% con possibilità di rateizzare il debito fino a nr. 20 rate trimestrali.
Se invece emergono dubbi sulla correttezza della richiesta ed il consulente ritiene che l’avviso sia errato, è opportuno presentare istanza di sgravio all’Agenzia delle Entrate fornendo gli opportuni chiarimenti.
Caso reale
Per comprendere l’importanza di una verifica tecnica, analizziamo un caso reale gestito dal nostro studio. Un cliente ha ricevuto una comunicazione di irregolarità con una richiesta di pagamento pari a 12.450€ per presunti omessi versamenti IRPEF.
La situazione di partenza.
Dall’analisi della contabilità e della dichiarazione dei redditi è emerso che il credito d’imposta per l’acquisto di un macchinario di Radiologia 3D (CBCT), pur essendo spettante, non era stato correttamente mappato nel quadro RU della dichiarazione (agevolazione Industria 4.0). L’Agenzia delle Entrate, rilevando l’utilizzo del credito nel modello F24 ma non trovandone traccia nel quadro RU della dichiarazione, non ne ha riconosciuto la legittimità, emettendo l’avviso bonario.
L’intervento del nostro studio
Abbiamo proceduto immediatamente con l’invio di una dichiarazione dei redditi integrativa per sanare l’omissione formale nel quadro RU. Contestualmente, abbiamo presentato un’istanza di autotutela tramite il canale CIVIS, allegando le perizie tecniche e le fatture d’acquisto del macchinario. Il risultato è stato l’annullamento totale dell’avviso: lo studio non ha dovuto versare l’importo richiesto, preservando integralmente la propria liquidità.
Come prevenire gli avvisi bonari nello studio dentistico
La gestione fiscale di uno studio odontoiatrico richiede oggi un’organizzazione amministrativa sempre più strutturata. Molte comunicazioni di irregolarità nascono, infatti, da piccoli disallineamenti tra i dati inviati e i versamenti effettuati.
Un controllo periodico dei flussi e una corretta pianificazione fiscale permettono di ridurre significativamente il rischio di ricevere avvisi bonari. Allo stesso tempo, è fondamentale monitorare con regolarità la PEC dello studio e, soprattutto, affidarsi a commercialisti di Spaziodentista specializzati nel settore odontoiatrico, in grado di intercettare le criticità specifiche di questa professione prima che si trasformino in contestazioni.
Gestire correttamente gli aspetti fiscali dello studio dentistico
Oggi il titolare di uno studio dentistico non è soltanto un professionista sanitario. Oltre all’attività clinica deve gestire anche aspetti organizzativi, amministrativi e fiscali sempre più complessi.
Ricevere una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate può generare preoccupazione, ma nella maggior parte dei casi si tratta di procedure standard che possono essere gestite senza particolari difficoltà se affrontate con tempestività.
Comprendere il funzionamento dell’avviso bonario e intervenire rapidamente consente di evitare sanzioni più elevate e di mantenere sotto controllo la gestione fiscale dello studio.
La gestione della tua serenità fiscale inizia da un check-up corretto.
Vuoi capire come applicare correttamente questi aspetti alla tua situazione professionale o al tuo studio?
Una valutazione attenta consente di evitare errori e di assumere decisioni consapevoli.
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