RISPOSTA
La fatturazione odontoiatrica segue regole precise basate sull'esenzione IVA ex art. 10, n. 18 del DPR 633/72 per le prestazioni sanitarie di cura, che devono essere documentate tramite fattura elettronica inviata al Sistema di Interscambio (SdI). È obbligatorio applicare l'imposta di bollo da 2 euro per ogni documento di importo superiore a 77,47 euro, ed è fondamentale trasmettere i dati al Sistema Tessera Sanitaria entro le scadenze semestrali per permettere ai pazienti la detrazione fiscale del 19%. Le fatture devono riportare chiaramente la descrizione della prestazione, i dati anagrafici del paziente e il codice fiscale, distinguendo eventuali voci non sanitarie o perizie mediche che, invece, sono soggette a IVA al 22%. In caso di acconti, la fattura va emessa al momento del pagamento effettivo, mentre per il saldo finale si documenta l'intero piano di cura detraendo quanto già versato. Nel 2026, la gestione digitale è ormai lo standard per ogni tipologia di studio, inclusi i forfettari, garantendo trasparenza e tracciabilità dei flussi finanziari. Infine, è necessario prestare attenzione alla corretta gestione dei bolli virtuali, il cui versamento avviene trimestralmente tramite modello F24.