Negli ultimi anni, nel mondo odontoiatrico si parla sempre più spesso di società, S.r.l. e S.r.l. STP come se fossero l’unica strada possibile per crescere. Eppure, quando analizziamo concretamente l’attività di un dentista e studio individuale, scopriamo che questa forma rimane la più diffusa e, in molti casi, anche la più efficiente dal punto di vista fiscale, previdenziale e organizzativo. Nonostante webinar e consulenti spingano verso la S.r.l., lo studio individuale continua a rappresentare una soluzione forte e attuale per migliaia di odontoiatri.
Dentro questo contesto emerge spesso una domanda che molti odontoiatri ci pongono durante le consulenze:
“Sono un dentista in regime forfettario, posso fatturare allo studio dentistico di mio padre?
Per rispondere in modo completo, è fondamentale analizzare lo studio individuale, i suoi vantaggi, i suoi limiti e le opportunità fiscali e gestionali che offre, incluso, ma non solo, il coinvolgimento di un familiare in regime forfettario.
Dentista e studio individuale: vantaggi e svantaggi reali
Lo studio individuale non è una scelta residuale rispetto alla società: è un modello che ha una sua logica economica, fiscale e patrimoniale, spesso perfetto per il dentista e studio individuale che gestisce una struttura snella e centrata sulla propria attività professionale.
Vantaggi per dentista e studio individuale
Per un dentista, operare come studio individuale significa:
- essere imprenditore/professionista di sé stesso, senza sovrastrutture societarie;
- avere una contabilità semplice e costi amministrativi più bassi;
- non dover versare il capitale sociale, redigere statuti o affrontare adempimenti societari complessi;
- evitare investimenti iniziali onerosi;
Il reddito dello studio individuale è reddito di lavoro autonomo e segue il principio di cassa: si tassa ciò che si incassa, non ciò che si fattura. Per uno studio dentistico il vantaggio è enorme:
- i ritardi nei pagamenti non generano tasse
- gli incassi possono essere programmati
- non si pagano imposte su crediti non riscossi (cosa che invece avviene nelle società)
Inoltre, i prelievi dal conto dello studio non generano imposte aggiuntive
Svantaggi per dentista e studio individuale
Gli aspetti critici da considerare sono:
- responsabilità illimitata: il dentista risponde delle obbligazioni, dei debiti contratti, con tutto il proprio patrimonio;
- passaggio generazionale più complesso: l’attività è legata alla persona fisica e questo rende il passaggio più complicato;
- imposte: lo studio dentistico produce un reddito rientra nell’IRPEF con aliquota a scaglioni fino al 43% mentre la Srl odontoiatrica è soggetta ad IRES.
- limiti in caso di sviluppo: quando lo studio cresce, una forma societaria può diventare più coerente anche per far entrare nuovi soci, disciplinare diverse tipologie di quote, avere un forte potere contrattuale nel mercato.
- Distribuzione del reddito lo studio dentistico in forma individuale non prevede la presenza di un organo amministrativo al quale attribuire compensi, rimborsi spese o altri emolumenti tipici delle società.
Il regime forfettario e lo studio individuale
Il regime forfettario è uno degli strumenti più efficienti per ottimizzare la fiscalità dello studio.
Una leva molto rilevante riguarda la possibilità, se rispettati i requisiti, di far collaborare un familiare con partita IVA in forfettario, che può fatturare allo studio individuale le prestazioni svolte.
Infatti, in questo caso non si applicano le cause ostative previste dall’Art. 1, comma 57, lettera d), della Legge n. 190/2014 (Regime Forfettario).
La normativa infatti non vieta la collaborazione tra studio individuale e familiare in regime forfettario, purché la prestazione sia reale e documentata.
Il vantaggio fiscale del regime forfettario
Con questa impostazione, si ha un duplice beneficio fiscale:
- Lo studio individuale deduce integralmente il costo della prestazione fatturata dal familiare (al 100%).
- Il reddito del familiare in regime forfettario viene tassato con l’imposta sostitutiva al 5% o 15% su una base imponibile ridotta dall’applicazione del coefficiente di redditività (es. 78%).
Esempio numerico: quanto si risparmia davvero
Supponiamo:
- studio dentistico con reddito ante compensi al familiare pari ad € 120.000.
- familiare apre partita IVA in forfettario come dentista e fattura allo studio € 60.000
| Descrizione | Studio individuale | Studio individuale e familiare in forfettario |
| Reddito Studio | € 130.000 | € 130.000 |
| Fattura regime forfettario | € 0 | € 60.000 |
| Reddito imponibile Studio | € 120.000 | € 70.000 |
| IRPEF | € 44.240 | € 22.740 |
| ENPAM | € 23.400 | € 13.650 |
| Tassazione p. iva forfettaria (IRPEF + ENPAM) | € 0,00 | € 16.380 |
| ONERE FISCALE E CONTRIBUTIVO TOTALE | € 67.640 | € 52.770 |
Il risultato è un risparmio fiscale totale pari ad € 14.870 ovvero un vantaggio in termini percentuali di circa il 21%.
Pianificazione fiscale nello studio dentistico individuale
Contrariamente a quanto si pensa, la pianificazione fiscale non riguarda solo le società.
In realtà, uno studio individuale ben gestito permette una pianificazione molto efficace, a patto di lavorare su dati aggiornati. Questo approccio permette di monitorare in modo costante:
- Compensi, costi fissi e variabili;
- Margini per tipologia di prestazione;
- Incidenza dei materiali di consumo e dei servizi
- Simulazione fiscale e previdenziale
La pianificazione fiscale assume così un significato molto più ampio del semplice “pagare meno tasse”: diventa uno strumento di governo dello studio, del suo equilibrio economico e della sua capacità di produrre utili, esattamente come avviene in una piccola impresa ben organizzata.
Strumenti per ridurre il carico fiscale
Lo studio individuale può utilizzare strumenti pienamente legittimi per ottimizzare il carico fiscale.
Buoni pasto
I buoni pasto possono essere utilizzati:
- dal titolare, come spesa di vitto legata all’attività professionale con una deducibilità del 75% fino al massimo del 2% dei compensi
- per i dipendenti dello studio (segretarie, assistenti) con un costo totalmente deducibile per lo studio e per il dipendente. Il valore del buono è esente da tassazione entro i limiti di legge (oggi, 4 € al giorno per i buoni cartacei e 8 € per gli elettronici).
Ottimo strumento per trasformare parte del reddito in costo deducibile.
Omaggi
Gli omaggi (gadget, regali di fine anno, piccoli doni a colleghi che inviano pazienti, ecc.) hanno una doppia funzione: relazionale e fiscale.
Per lo studio individuale:
- sono spese di rappresentanza, deducibili entro l’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta;
- per beni di valore unitario inferiore a una certa soglia (ad es. 50 euro), il trattamento fiscale è più favorevole e la deducibilità è più agevole nei limiti del plafond.
Uno studio con 300.000 € di compensi può dedurre fino a 3.000 € di spese di rappresentanza
Fringe benefit
Se lo studio ha uno staff, i fringe benefit (buoni acquisto, rimborsi utenze, ecc.) permettono di riconoscere una parte di retribuzione con un trattamento più favorevole, in particolare:
- esenzione fino a 1.000 € annui (2.000 € per chi ha figli a carico, secondo normativa vigente);
- nessuna tassazione né contributi per il dipendente;
- interamente deducibili per lo studio
Strumento ideale per fidelizzare lo staff riducendo contestualmente l’imponibile.
Conclusioni: quando conviene lo studio individuale e quando la S.r.l.
Lo Studio Individuale resta una soluzione potente, snella e fiscalmente efficiente per l’odontoiatra.
Lo studio individuale tende ad essere la scelta migliore quando:
- la struttura è snella e centrata sul professionista;
- non occorre una forte separazione patrimoniale;
- si vogliono sfruttare le leve fiscali disponibili;
- si desidera una pianificazione fiscale semplice e aggiornata trimestralmente;
- si intende sfruttare il regime forfettario per sé o per i familiari;
La Srl o Srl stp è preferibile quando:
- lo studio ha un fatturato elevato e stabile;
- c’è un team numeroso, più riuniti, più sedi;
- è necessario proteggere maggiormente il patrimonio personale;
- si sta progettando un passaggio generazionale o l’ingresso di soci;
- si punta a un modello di studio più “aziendale”, competitivo e scalabile;
- si prevedono operazioni societarie (fusione, cessione, aggregazioni).
FAQ – Le domande più frequenti dei dentisti
Sì, purché la prestazione sia reale, autonoma e documentata, e non vi siano cause ostative del regime forfettario.
Sì, soprattutto nei primi anni o per studi snelli.
Il vantaggio emerge dal confronto tra l’imposta sostitutiva (5% o 15%) e l’IRPEF progressiva.
Quando cresce la struttura, aumentano i collaboratori, aumentano i rischi e si vuole creare un progetto imprenditoriale più ampio.
Assolutamente sì: con dati trimestrali, simulazioni IRPEF/ENPAM e controllo dei costi è possibile fare una pianificazione efficace quanto (e spesso più) di una società.
Sì, con percentuali e limiti diversi tra titolare e dipendenti. Per i dipendenti sono particolarmente efficienti.
Vuoi capire come applicare correttamente questi aspetti alla tua situazione professionale o al tuo studio?
Una valutazione attenta consente di evitare errori e di assumere decisioni consapevoli.
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