Negli ultimi mesi tanti dentisti ci hanno chiesto come strutturare al meglio il proprio studio per ottenere un risparmio fiscale concreto e una maggiore tutela patrimoniale, e il conferimento studio odontoiatrico è una delle operazioni più richieste. Non sorprende che, dopo aver seguito costosi corsi extra-clinici, molti professionisti tornino con più dubbi che risposte, soprattutto quando si parla di conferire lo studio in una srl odontoiatrica.
Il punto è semplice: quando entriamo nel territorio di fisco, tasse e assetto societario, non sono i corsi a fare la differenza, ma una consulenza specializzata. Stiamo parlando di numeri, responsabilità, passaggi giuridici e impatti fiscali veri. Per questo, se stai pensando di costituire una srl o trasferire la tua attività in una società, è essenziale evitare semplificazioni o soluzioni “standard”.
Il conferimento dello studio, se impostato correttamente, ti permette di trasformare la tua attività in una struttura societaria più moderna, organizzata e fiscalmente efficiente. In molti casi rappresenta il passaggio decisivo per migliorare la gestione, tutelare il patrimonio personale ed evitare un carico fiscale eccessivo.
Capire come funziona davvero questa operazione è fondamentale per evitare errori e sfruttare i vantaggi che oggi la legge riconosce ai professionisti sanitari che scelgono la forma societaria.
Che cosa significa conferimento dello studio odontoiatrico
Quando valuti di costituire una srl odontoiatrica, uno dei passaggi centrali è proprio il conferimento dello studio.
“Conferire” significa trasferire alla società tutto ciò che compone la tua attività professionale: beni, contratti, organizzazione, rapporti in corso. Non è una semplice formalità: è un’operazione con effetti sia civilistici sia fiscali.
Nelle srl i soci possono conferire denaro, beni oppure attività professionale. Per i dentisti, il conferimento dello studio viene qualificato come conferimento d’opera, perché lo studio non è solo un insieme di beni materiali, ma un sistema organizzato che comprende:
- attrezzature
- arredi
- contratti (locazione, assistenza tecnica, forniture)
- collaboratori e dipendenti
- workflow interni
- reputazione e stabilità dei pazienti
Tutto questo complesso deve essere descritto in una perizia giurata che viene allegata all’atto costitutivo della nuova srl odontoiatrica.
Anche se lo studio professionale non è tecnicamente un’azienda secondo il Codice Civile, la giurisprudenza da anni riconosce che, quando lo studio è organizzato, il conferimento può seguire le regole dei trasferimenti d’azienda. Questo comporta il passaggio automatico dei rapporti in corso e la perfetta continuità operativa.
Per un dentista significa poter trasferire l’intero studio nella srl senza interruzioni, senza perdere contratti e senza complicazioni operative.
Avviamento e valutazione economica dello studio dentistico
Quando si parla di conferire uno studio odontoiatrico in una srl, una delle domande più frequenti riguarda il “valore” dello studio e, in particolare, dell’avviamento. In ambito sanitario e professionale, l’avviamento non è solo un concetto economico: è strettamente legato alla fiducia dei pazienti e alla storia del professionista.
Lo studio odontoiatrico, infatti, è composto da beni materiali — attrezzature, arredi, riuniti, impianti — ma anche da elementi immateriali come contratti, organizzazione interna, personale e, soprattutto, la clientela. Questo insieme rappresenta il vero valore dello studio, che deve essere adeguatamente valutato nella relazione peritale al momento del conferimento.
Ma si può conferire l’avviamento?
La risposta è sì: anche negli studi professionali l’avviamento è un valore economicamente riconoscibile, ma con regole specifiche. L’avviamento non si “cede” come fosse un bene autonomo; si riconosce perché esiste un pacchetto di pazienti che, nel tempo, ha generato stabilità e reddito. La giurisprudenza ha chiarito che il trasferimento dello studio professionale è valido proprio perché il titolare può impegnarsi, in modo attivo, a favorire la prosecuzione del rapporto tra i pazienti e la nuova società.
Non si tratta quindi di vendere la clientela, che rimane libera di scegliere il proprio dentista. Si tratta piuttosto di valorizzare la capacità dello studio di generare reddito grazie alla reputazione costruita negli anni e alla continuità dell’attività professionale.
Nel conferimento, il professionista può assumere specifici obblighi a favore della srl odontoiatrica, come presentare i pazienti alla nuova società e continuare a operare all’interno della struttura in modo da garantire stabilità e passaggio ordinato dei rapporti in essere. È proprio questa continuità che consente al perito di riconoscere un avviamento, ossia un valore aggiuntivo rispetto ai soli beni materiali.
Un altro aspetto importante riguarda le passività. La norma di riferimento, l’art. 2560 c.c., prevede che la srl conferitaria risponda anche dei debiti dello studio conferito che risultano dai libri contabili obbligatori. Per quanto riguarda invece i debiti fiscali, l’art. 14 del D.Lgs. 472/1997 stabilisce una responsabilità solidale tra il professionista conferente e la società per le imposte e le sanzioni relative agli anni immediatamente precedenti al conferimento. Questo è un tema che richiede attenzione, soprattutto quando l’obiettivo della riorganizzazione è anche un miglior controllo del fisco e delle eventuali esposizioni pregresse.
Infine, occorre considerare l’impatto sui dipendenti. Il conferimento dello studio non interrompe i rapporti di lavoro: ai sensi dell’art. 2112 c.c., il personale passa alla srl odontoiatrica con continuità, mantenendo tutti i diritti maturati. È un principio riconosciuto anche dalla Cassazione in più occasioni. Per i dentisti questo garantisce stabilità e permette alla società di continuare a operare senza interruzioni e senza obbligo di rinegoziare i contratti.
In sintesi, la valutazione dello studio odontoiatrico — comprensiva di beni, contratti, organizzazione e avviamento — rappresenta il cuore del conferimento. È ciò che determina la corretta attribuzione del valore al socio conferente e la solidità di partenza della nuova srl odontoiatrica.
La perizia giurata e gli esempi pratici di conferimento dello studio odontoiatrico in srl
Il conferimento dello studio odontoiatrico in srl è un’operazione che incide direttamente sulla formazione del capitale sociale. Per questo la legge richiede una perizia giurata redatta da un revisore legale o da una società di revisione iscritta all’albo. Questa relazione è fondamentale perché certifica il valore del complesso organizzato che il dentista sta apportando alla società.
La perizia deve contenere tre elementi essenziali:
- la descrizione dettagliata dei beni e dei rapporti conferiti;
- il valore attribuito a tali elementi, con i criteri di valutazione adottati;
- l’asseverazione che il valore è almeno pari a quello utilizzato per determinare il capitale della srl odontoiatrica.
Tutto questo materiale viene allegato all’atto costitutivo della società, diventandone parte integrante. È la fotografia economica dello studio al momento del conferimento e rappresenta la base su cui si calcola la partecipazione del dentista all’interno della nuova srl.
Per chiarire il funzionamento, vediamo alcuni esempi tipici.
Esempio 1 – Conferimento dello studio da parte di un dentista senior e ingresso di soci finanziatori
Tre dentisti decidono di costituire una srl odontoiatrica: Caio conferisce lo studio, Sempronio e Mevio conferiscono denaro. La perizia attribuisce allo studio un valore di 300.000 euro. Sempronio apporta 200.000 euro e Mevio 100.000 euro. La società nasce quindi con un capitale di 600.000 euro. Le partecipazioni, salvo diversa scelta nell’atto costitutivo, rifletteranno il valore dei conferimenti: 50% per Caio, 33,33% per Sempronio, 16,67% per Mevio.
Esempio 2 – Conferimento effettuato da un genitore per il figlio dentista
È frequente che un dentista senior voglia costituire una srl odontoiatrica insieme ai figli giovani professionisti. In questo caso il conferimento può essere effettuato interamente dal genitore, che può attribuire una parte del capitale al figlio pur senza un suo conferimento diretto. Il valore reale conferito rimane lo stesso, ma la partecipazione può essere distribuita secondo un progetto familiare o successorio.
Esempio 3 – Studio conferito da un dentista senior e quote equamente divise con due figli
Nella pratica clinica capita spesso che uno studio monoprofessionale con lunga storia venga conferito nella nuova società, mentre i figli neo-dentisti entrano con quote uguali pur non apportando beni. La scelta risponde a logiche organizzative e di continuità generazionale: il valore dello studio è conferito da chi lo ha costruito, ma la partecipazione può essere ripartita per facilitare la crescita futura dei nuovi professionisti.
Questi esempi mostrano come il conferimento sia uno strumento flessibile. Consente di valorizzare correttamente lo studio, definire in modo chiaro le quote e strutturare la società in base alle esigenze del dentista e ai suoi obiettivi: crescita, ingresso di nuovi soci, passaggi generazionali, maggiore protezione patrimoniale o risparmio sulle tasse.
Debiti, responsabilità e dipendenti: cosa cambia con il conferimento odontoiatrico in srl
Il passaggio alla srl odontoiatrica solleva spesso dubbi su debiti, personale e responsabilità.
Dipendenti e collaboratori
L’art. 2112 c.c. stabilisce che, in caso di trasferimento d’azienda — principio applicabile anche agli studi professionali organizzati come quello di un dentista — i rapporti di lavoro passano automaticamente alla società conferitaria. Questo significa che la srl odontoiatrica subentra come nuovo datore di lavoro senza che i dipendenti debbano firmare nuovi contratti. Mantengono gli stessi diritti, la stessa anzianità e le stesse condizioni.
La Cassazione ha confermato più volte che lo studio professionale, quando ha una struttura organizzata, rientra pienamente in questo meccanismo. Per il dentista è un vantaggio: la società parte operativa da subito, senza intoppi né rischi di interruzioni.
Debiti e passività
Per quanto riguarda i debiti pregressi, il Codice Civile stabilisce che la srl conferitaria risponde dei debiti dello studio conferito che risultano dai libri contabili obbligatori (art. 2560 c.c.). È una tutela importante sia per i creditori sia per chi entra in società.
Sul fronte fiscale, la regola è ancora più chiara: l’art. 14 del D.Lgs. 472/1997 prevede una responsabilità solidale tra il dentista conferente e la srl odontoiatrica per i debiti tributari relativi all’anno del conferimento e ai due anni precedenti. È un passaggio tecnico da gestire con precisione, soprattutto quando il conferimento ha l’obiettivo di migliorare la gestione fiscale dello studio e ridurre le fragilità pregresse.
TFR e contributi
Per quanto riguarda il Trattamento di Fine Rapporto, esistono due orientamenti giurisprudenziali:
• per alcuni, il TFR maturato prima del conferimento rimane in carico al conferente e quello successivo alla società;
• per altri, l’unica responsabile del pagamento del TFR — anche per la parte maturata prima — è la srl conferitaria, perché il diritto diventa esigibile solo alla cessazione del rapporto.
Diverso il discorso sui contributi previdenziali: i contributi omessi rimangono sempre a carico del precedente datore di lavoro, cioè del professionista.
Un aspetto strategico: il conferimento del marchio dello studio
Per molti dentisti il marchio rappresenta anni di reputazione, investimenti e riconoscibilità sul territorio. Conferirlo alla srl odontoiatrica è possibile e spesso opportuno, ma richiede una clausola statutaria che tuteli il professionista.
Grazie ai “diritti particolari” previsti dall’art. 2468 c.c., lo statuto può prevedere che il marchio ritorni al socio conferente in caso di sua uscita dalla società. È un meccanismo legittimo, noto alla prassi notarile, che consente di proteggere uno degli asset intangibili più importanti dello studio.
Neutralità fiscale del conferimento: il grande vantaggio per i dentisti
Il motivo principale per cui tanti dentisti valutano oggi il passaggio alla srl è la neutralità fiscale del conferimento.
La neutralità fiscale si basa su un principio semplice: il conferimento non genera reddito imponibile né per il dentista né per la società.
Questo significa che, anche se la perizia attribuisce allo studio un valore superiore rispetto ai valori contabili storici, il professionista non paga imposte su quella differenza. Allo stesso tempo, la srl odontoiatrica subentra nei valori fiscali dello studio, senza saltare imposte e senza duplicazioni.
Dal punto di vista tecnico, ciò accade perché:
- il dentista assume come costo fiscale della partecipazione ricevuta lo stesso valore fiscale che aveva lo studio conferito;
- la srl odontoiatrica eredita i valori fiscali dei beni e dei rapporti conferiti;
- l’eventuale differenza tra valori civilistici e valori fiscali viene riportata in un prospetto di riconciliazione nella dichiarazione dei redditi.
Con l’introduzione dell’art. 177-bis del TUIR, la normativa è diventata ancora più chiara. La disposizione stabilisce che il conferimento di uno studio professionale — comprensivo di beni materiali, beni immateriali, clientela, organizzazione e passività — in una società costituita per l’esercizio di attività professionali non costituisce realizzo di plusvalenze o minusvalenze.
In altre parole: non si pagano tasse sul trasferimento dello studio.
La norma era inizialmente pensata per le società tra professionisti (s.t.p.), ma una recente interpretazione dell’Agenzia delle Entrate (Risposta n. 148/2025) ha esteso il beneficio anche alle srl odontoiatriche con struttura sanitaria, aprendo la strada a una riorganizzazione molto più accessibile per i dentisti che vogliono evolvere verso un modello più aziendale.
Per chi gestisce uno studio odontoiatrico, questo significa due cose molto concrete:
- si può trasferire l’intero studio in una società senza imposte immediate, evitando il problema del realizzo dell’avviamento;
- si può avviare la srl odontoiatrica mantenendo continuità fiscale, senza perdere nulla in termini di costi deducibili o rapporti in corso.
La norma prevede inoltre un coordinamento tra reddito di lavoro autonomo e reddito d’impresa. Se il dentista ha già emesso fatture e le ha tassate come professionista, non dovrà ritassarle dopo il conferimento. Allo stesso modo, quando la srl inizia a operare, applicherà le regole del reddito d’impresa sui componenti maturati dopo il conferimento.
Per molti dentisti il passaggio alla srl odontoiatrica ha un valore strategico:
- consente una gestione più efficiente delle tasse;
- permette di pianificare ingressi di soci, passaggi generazionali e ampliamenti;
- offre un modello organizzativo più solido e scalabile;
- tutela meglio il patrimonio personale rispetto alla gestione individuale.
È proprio la combinazione tra neutralità fiscale, flessibilità societaria e maggiore controllo sul fisco che rende oggi il conferimento uno strumento altamente competitivo per chi desidera strutturare il proprio studio in modo più moderno.
Quando conviene davvero il conferimento dello studio odontoiatrico in una srl
Il conferimento dello studio odontoiatrico in una srl è uno strumento potente, ma richiede una valutazione professionale attenta. Non si tratta di un semplice cambio di forma giuridica: è una scelta strategica che incide sulla gestione del fisco, sulle tasse, sulla tutela del patrimonio personale e sulla capacità dello studio di crescere nel tempo.
Per un dentista ha senso valutare seriamente il conferimento quando:
- lo studio ha una struttura già organizzata con dipendenti, collaboratori e processi consolidati;
- si desidera lavorare in un modello più simile a un’azienda, con ruoli chiari e maggior capacità di investimento;
- si sta programmando un passaggio generazionale o l’ingresso di nuovi soci;
- si vuole ottenere un miglior controllo fiscale e un potenziale risparmio sulle imposte;
- si vuole separare il rischio dell’attività dal patrimonio personale.
Grazie alla neutralità fiscale prevista dall’art. 177-bis TUIR e alle recenti interpretazioni favorevoli dell’Agenzia delle Entrate, oggi il conferimento dello studio in una srl odontoiatrica è un’operazione molto più accessibile e vantaggiosa rispetto al passato. Permette di mantenere continuità gestionale, preservare i rapporti in essere con i pazienti, valorizzare l’avviamento e creare una struttura societaria adatta a un mercato sempre più competitivo.
Proprio perché le norme coinvolte riguardano fisco, società, lavoro e responsabilità, è fondamentale evitare improvvisazioni. Ogni studio ha una storia, un’organizzazione e un valore diverso: solo una consulenza specializzata può tradurre questa complessità in un progetto societario efficace e sostenibile.
Per un dentista che vuole davvero evolvere — migliorare l’organizzazione, ridurre i rischi e ottimizzare il carico fiscale — il conferimento rappresenta una delle opportunità più concrete oggi disponibili. L’importante è affrontarlo con un approccio tecnico, personalizzato e orientato agli obiettivi dello studio.
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