RISPOSTA
Per applicare il regime forfettario nel 2026, il dentista deve rispettare specifici requisiti economici e soggettivi. Nell’anno precedente, i compensi percepiti non devono superare 85.000 euro. In caso di attività iniziata durante l’anno, il limite deve essere ragguagliato alla sua durata. Le spese sostenute per dipendenti e collaboratori non devono superare complessivamente 20.000 euro lordi annui. Il dentista non deve partecipare contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari. Il possesso di quote in una Srl non determina sempre l’esclusione. La causa ostativa opera quando il professionista controlla direttamente o indirettamente la società. È inoltre necessario che la Srl eserciti attività economiche riconducibili a quella svolta individualmente dal dentista. Le due condizioni devono ricorrere congiuntamente. Occorre quindi valutare quote, diritti di voto, rapporti familiari e attività effettivamente esercitate. Il regime è precluso anche quando l’attività viene svolta prevalentemente verso il datore di lavoro attuale o dei due anni precedenti. La verifica riguarda anche i soggetti direttamente o indirettamente riconducibili al datore di lavoro. Per il 2026, i redditi da lavoro dipendente e assimilati percepiti nell’anno precedente non devono superare 35.000 euro. La soglia riguarda anche i redditi da pensione. Tale limite non rileva quando il rapporto di lavoro è cessato entro la fine dell’anno precedente, fatte salve le ulteriori condizioni normative. Devono inoltre essere rispettate le altre cause di esclusione previste dalla legge. Tra queste rientrano particolari regimi IVA e la residenza fuori dall’Italia, salvo specifiche eccezioni. L’imposta sostitutiva ordinaria è pari al 15%. Viene applicata al reddito determinato mediante il coefficiente di redditività previsto per l’attività odontoiatrica. L’aliquota ridotta del 5% può essere applicata per i primi cinque anni. Sono però necessari gli specifici requisiti previsti per le nuove attività. In sintesi, il limite di 85.000 euro non è l’unico requisito. È necessario verificare anche partecipazioni societarie, rapporti di lavoro, collaboratori e cause ostative.