Molti professionisti mi chiedono spesso se le spese di alberghi e ristoranti possano essere portate in deduzione.
Un convegno fuori città – “Simone, sono andato al congresso di Chirurgia estetica a Bologna, mi sono fatto fare la fattura del ristorante, va bene?” , una cena con un fornitore – “Simone ho invitato a cena il fornitore X, posso scaricare la fattura?”, un incontro al ristorante con i collaboratori – “Simone, quest’anno abbiamo deciso di fare il punto durante una cena, ma la fattura del ristoratore può essere scaricata?”: sono tutti casi di vita professionale in cui il dubbio fiscale è dietro l’angolo.
Sono Simone Berti, ideatore della piattaforma SpazioDentista e dottore commercialista specializzato in fiscalità per dentisti. In questo articolo analizzo in modo chiaro e pratico quando le spese di alberghi e ristoranti sono deducibili per i dentisti, con esempi concreti e casi reali.
Se vuoi capire come gestire correttamente queste spese nel tuo studio, puoi contattarci e prenotare una call con il nostro team qui: Scrivici una mail
Per conoscere come il fisco tratta le spese di alberghi e ristoranti del dentista occorre distinguere tra:
- Spese che il dentista sostiene durante una trasferta
- Spese che il dentista sostiene per rappresentanza con clienti e fornitori
- Spese che il dentista sostiene per congressi o attività formativa
Spese di alberghi e ristoranti durante una trasferta
Le spese di vitto e alloggio sostenute durante una trasferta di lavoro sono considerate inerenti all’attività professionale. Non rientrano quindi tra le spese di rappresentanza, ma come costi direttamente collegati all’esercizio della professione.
Esempi pratici
Un ortodontista di Milano si reca a Bologna per una consulenza presso lo studio di un collega e pranza in un ristorante vicino. In base all’art. 83 del DL 112/2008:
- Le spese di ristoranti e alberghi sono deducibili al 75%;
- Ma con un ulteriore limite del 2% dei compensi annui percepiti.
Esempio 1 – deduzione spese albergo e ristorante
Immaginiamo che il dentista abbia percepito compensi annui pari a 100.000 euro e abbia sostenuto spese per alberghi e ristoranti per un totale di 4.000 euro.
- 4.000 € × 75% = 3.000 €
- 100.000 € × 2% = 2.000 €
La spesa deducibile sarà di 2.000 €, poiché prevale il limite del 2%.
Esempio 2 – deduzione spese albergo e ristorante
Ora immaginiamo che il dentista abbia percepito compensi annui pari a 100.000 euro e abbia sostenuto spese per alberghi e ristoranti per un totale di 1.500 euro.
- 1.500 € × 75% = 1.125 €
- 100.000 € × 2% = 2.000 €
La spesa deducibile sarà di 1.125 €, poiché il 75% è inferiore al 2%.
Dal 2025, tutte le spese deducibili (trasferte e rappresentanza) devono essere pagate con strumenti tracciabili per poter essere riconosciute fiscalmente.
Spese di ristoranti come spese di rappresentanza
Diverso è il caso delle cene o pranzi con clienti, fornitori o collaboratori, organizzate per motivi promozionali o relazionali. Queste spese non sono direttamente collegate a una prestazione specifica e vengono quindi considerate spese di rappresentanza.
Esempio pratico
Un dentista organizza una cena in un ristorante per festeggiare una nuova collaborazione professionale.
Si tratta di una spesa di rappresentanza.
In questo caso:
- Le spese sono deducibili al 100%;
- Ma entro il limite dell’1% dei compensi annui.
Ora immaginiamo che il dentista abbia percepito compensi pari a 200.000 euro e abbia sostenuto spese per cena con cliente per un totale di 300 euro.
- 200.000 € × 1% = 2.000 € (limite massimo)
- Cena da 300 €
La spesa di 300 € è interamente deducibile come spesa di rappresentanza.
Cena con collaboratori: è deducibile?
Un’altra domanda frequente riguarda le cene con i collaboratori di studio.
In questi casi il fisco è più rigido: la spesa è deducibile solo se ha una finalità professionale diretta, come una riunione operativa o una pianificazione di attività.
Consiglio pratico: chiedi sempre che nella fattura sia indicata la motivazione, ad esempio “cena di lavoro per pianificazione attività studio”.
Questo aiuta a dimostrare l’inerenza in caso di controllo.
Come documentare correttamente le spese
Per evitare contestazioni è fondamentale compilare una nota spese chiara e completa.
Esempio nota spese – Trasferta
- Oggetto: pranzo durante trasferta di lavoro a Bologna
- Data: 6 ottobre 2025
- Luogo: Ristorante “La Trattoria del Centro”, Bologna
- Motivazione: Pranzo durante la trasferta per sopralluogo presso il cantiere “Progetto Residenziale Via Roma” – attività professionale svolta fuori sede.
- Importo: € 42,00
- Documentazione: ricevuta fiscale n. 157 del 10/09/2025 intestata al professionista
- Qualificazione fiscale: Spese per alimenti e bevande – art. 54, comma 5, TUIR.
- Deducibilità: 75% entro il limite del 2% dei compensi.
Esempio nota spese – Cena di rappresentanza
- Oggetto: cena con clienti – chiusura progetto “XYZ Consulting”
- Data: 30 settembre 2025
- Luogo: Ristorante “Il Giardino Gourmet”, Milano
- Motivazione: Cena con i rappresentanti della società XYZ S.r.l. per consolidare i rapporti professionali e presentare nuovi servizi di consulenza.
- Importo: € 180,00
- Documentazione allegata: Fattura n. 257 del 20/09/2025 intestata al professionista.
- Qualificazione fiscale: Spese di rappresentanza – D.M. 19/11/2008 e art. 54, comma 5, TUIR.
- Deducibilità: 75% entro il limite dell’1% dei compensi.
Ti ho proposto delle note spese molto analitiche, se vuoi semplifica i dati da inserire, ma ricorda sempre questi consigli operativi:
- Nella nota spese è utile riportare sempre i partecipanti, la motivazione specifica e allegare la fattura intestata al professionista (non solo lo scontrino).
- In caso di pranzi o cene con più finalità (ad esempio incontro di lavoro ma anche relazione con il cliente), è preferibile indicare la motivazione prevalente, così da supportare la corretta deduzione
Spese di alberghi e ristoranti per corsi e formazione
Le spese alberghiere o di ristorazione afferenti la formazione professionale (master, corsi, congressi, aggiornamenti) sono deducibili entro un limite di 10.000 € l’anno.
Rientrano viaggi, hotel e ristoranti collegati all’attività formativa.
Tuttavia, la deduzione è soggetta a doppio limite:
- 75% di deducibilità sulle spese alberghiere e di ristorazione;
- entro il tetto massimo di 10.000 € annui.
Spese di trasferta per dipendenti e collaboratori
Quando la trasferta riguarda un collaboratore o un dipendente, la regola cambia:
in base all’art. 95, comma 3, TUIR, le spese di vitto e alloggio sono deducibili al 100%, purché documentate correttamente.
Esempio pratico
Un assistente partecipa a un congresso insieme al titolare: l’hotel e i pasti per il collaboratore sono deducibili integralmente.
Spese non deducibili: cosa evitare
Non tutte le spese possono essere portate in deduzione. Non sono deducibili:
- pranzi o cene familiari
- incontri tra amici anche se si parla di lavoro
- fatture non collegate a reali esigenze professionali
Attenzione: la spesa deve essere sempre inerente all’attività e supportata da una documentazione chiara.
In sintesi
| Tipologia di spesa | Deducibilità | Limite massimo |
|---|---|---|
| Spese di alberghi e ristoranti (trasferte) | 75% | 2% dei compensi |
| Spese di rappresentanza | 75% | 1% dei compensi |
| Spese per formazione professionale | 75% | 10.000 € annui |
| Spese per dipendenti/collaboratori in trasferta | 100% | — |
| Spese personali o non inerenti | — | Non deducibili |
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