RISPOSTA
Non è possibile aderire o permanere nel regime forfettario se si supera la soglia di ricavi annui di 85.000 euro, con uscita immediata dal regime se gli incassi eccedono i 100.000 euro nell'anno in corso. Altre cause ostative includono la percezione, nell'anno precedente, di redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 35.000 euro lordi (limite confermato dalla Legge di Bilancio 2026), a meno che il rapporto di lavoro sia cessato entro il 31 dicembre. Non può accedere chi partecipa a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari, oppure chi controlla direttamente o indirettamente una S.r.l. che svolge attività riconducibili a quella della propria partita IVA. È inoltre vietato fatturare per oltre il 50% verso l'attuale datore di lavoro o quello avuto nei due anni precedenti, per evitare la "trasformazione" di rapporti subordinati in autonomi. Sono esclusi anche i soggetti che si avvalgono di regimi speciali IVA (come l'editoria o l'agricoltura) e i non residenti, salvo che producano in Italia almeno il 75% del proprio reddito complessivo. Infine, le spese per lavoro dipendente o collaboratori non devono superare il tetto annuo di 20.000 euro lordi.