Quanto paga di tasse un odontoiatra?

Domande e Risposte

RISPOSTA

Le tasse di un odontoiatra dipendono dal regime fiscale, dal reddito, dai costi sostenuti e dalla forma organizzativa scelta. Nel regime forfettario, il reddito imponibile è normalmente pari al 78% dei compensi incassati. Su tale reddito si applica un’imposta sostitutiva del 15%. L’aliquota scende al 5% per i primi cinque anni, se ricorrono i requisiti previsti. I contributi previdenziali versati nell’anno vengono dedotti prima di calcolare l’imposta sostitutiva. L’odontoiatra deve inoltre versare i contributi ENPAM. La Quota A varia in base all’età dell’iscritto. La Quota B viene invece calcolata sul reddito libero-professionale non già coperto dalla Quota A. Nel regime ordinario, il reddito si determina sottraendo dai compensi i costi professionali fiscalmente deducibili. Sul reddito imponibile si applicano aliquote IRPEF progressive. L’aliquota è del 23% fino a 28.000 euro, del 35% fino a 50.000 euro e del 43% oltre tale soglia. A queste imposte si aggiungono le addizionali regionali e comunali, determinate anche in base alla residenza del contribuente. L’odontoiatra individuale non è generalmente soggetto all’IRAP. La disciplina è diversa per le società odontoiatriche. Una Srl paga normalmente l’IRES, con aliquota ordinaria del 24%, sul proprio reddito imponibile. Può essere dovuta anche l’IRAP, la cui aliquota varia in base alla Regione e alle caratteristiche dell’attività. Quando gli utili vengono distribuiti a una persona fisica, sui dividendi si applica generalmente un’imposta del 26%. L’aliquota IRES del 24% non rappresenta quindi il carico fiscale complessivo del dentista socio. Le prestazioni odontoiatriche con finalità terapeutica sono normalmente esenti da IVA. Di conseguenza, l’IVA sugli acquisti può risultare indetraibile, totalmente o parzialmente. Non esiste invece un contributo ENPAM del 4% applicabile indistintamente a tutte le fatture emesse dagli odontoiatri. In sintesi, non è possibile stabilire quanto paga un odontoiatra considerando soltanto il fatturato. È necessario analizzare reddito, costi, contributi ENPAM, investimenti, prelievi personali e forma giuridica dello studio.

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