Fattura ai fondi sanitari e welfare: come gestirla correttamente nello studio dentistico

Segreteria dello studio dentistico
Fattura fondi sanitari dentista

Il paziente arriva con UniSalute, Metasalute oppure con un voucher welfare.

A quel punto la domanda è sempre la stessa: a chi devo intestare la fattura?

Ma subito dopo ne arrivano altre.

La fattura va trasmessa tramite Sistema di Interscambio oppure consegnata in PDF? Va applicato il bollo? Deve essere comunicata al Sistema Tessera Sanitaria? Posso indicare il nome del paziente nella fattura elettronica destinata al fondo?

Sono dubbi molto pratici, che in uno studio dentistico possono presentarsi ogni giorno.

E non sono semplici formalità amministrative.

Nel caso delle prestazioni sanitarie, infatti, sbagliare il canale di fatturazione può significare anche trasmettere dati sanitari attraverso un sistema nel quale non dovrebbero transitare.

Con fondi sanitari e welfare aziendale c’è poi una complicazione in più: per la stessa prestazione possono essere necessari due documenti diversi, con destinatari e regole differenti.

La prima cosa da fare, quindi, è capire chi sta pagando la prestazione.

Indice

  1. Regime diretto e regime indiretto: la prima distinzione da fare
  2. Regime diretto: come fatturare la quota del fondo
  3. Franchigia o quota a carico del paziente
  4. Regime indiretto: quando paga tutto il paziente
  5. Voucher welfare aziendali: come funzionano
  6. Tabella riepilogativa
  7. Checklist prima di emettere la fattura
  8. Attenzione alle regole specifiche dei singoli fondi
  9. Domande frequenti sulla fatturazione a fondi snaitari e welfare
  10. In sintesi

Regime diretto e regime indiretto: la prima distinzione da fare

Prima ancora di aprire il gestionale, devi capire come interviene il fondo sanitario o il provider welfare.

I casi principali sono due.

Regime diretto

Nel regime diretto il fondo, la cassa o il provider versa direttamente allo studio la quota di propria competenza.

Può comunque rimanere una parte a carico del paziente, normalmente sotto forma di franchigia o co-payment.

In questo caso possono quindi esistere due fatture separate: una verso il fondo e una verso il paziente.

Regime indiretto

Nel regime indiretto, invece, lo studio non ha un rapporto economico diretto con il fondo.

Il paziente paga l’intera prestazione e successivamente presenta la fattura al proprio fondo per ottenere il rimborso.

Qui la fattura resta interamente intestata al paziente.

La distinzione è fondamentale perché determina destinatario, canale di emissione e gestione del Sistema Tessera Sanitaria.

Regime diretto: come fatturare la quota del fondo

Quando il fondo paga direttamente una parte della prestazione, la relativa fattura va intestata al fondo sanitario, alla cassa o alla società welfare.

Occorre utilizzare i dati del soggetto pagatore: denominazione, partita IVA e Codice Destinatario.

Dal punto di vista fiscale, il testo di riferimento prevede:

  • IVA esente ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972
  • bollo da 2 euro se l’importo supera 77,47 euro
  • fattura elettronica tramite SDI, perché il destinatario è una persona giuridica

Fin qui la gestione sembra lineare.

Il passaggio più delicato riguarda però i dati del paziente.

Attenzione: niente dati sanitari del paziente nell’XML

Quando la fattura viene trasmessa al fondo tramite Sistema di Interscambio, nel file XML non devono comparire nome, codice fiscale o altri elementi che rendano identificabile il paziente.

Il riferimento indicato nel testo di partenza è la risposta a interpello dell’Agenzia delle Entrate n. 307 del 24 luglio 2019.

La fattura verso il soggetto terzo può quindi essere elettronica, ma non deve collegare esplicitamente la prestazione a una persona fisica identificabile.

Meglio evitare descrizioni come: “Prestazioni odontoiatriche eseguite a favore di Mario Rossi…”

e utilizzare invece riferimenti neutri, ad esempio:

  • numero di pratica
  • codice autorizzativo
  • numero di polizza
  • altro identificativo previsto dal fondo

Il fondo dispone già dei dati dell’assistito e può associare il documento alla relativa pratica.

Se il gestionale del tuo studio inserisce automaticamente il nome del paziente nella descrizione delle fatture elettroniche destinate ai fondi, è quindi un’impostazione che merita di essere verificata.

Franchigia o quota a carico del paziente

Nel regime diretto può rimanere una quota a carico del paziente.

In questo caso serve una seconda fattura, intestata alla persona fisica.

Ed è qui che le regole cambiano completamente rispetto alla fattura inviata al fondo.

La quota a carico del paziente:

  • resta esente IVA ai sensi dell’art. 10 n. 18 del DPR 633/1972
  • prevede il bollo da 2 euro se supera 77,47 euro
  • non deve essere trasmessa tramite SDI
  • va gestita in formato cartaceo o PDF
  • deve essere comunicata al Sistema Tessera Sanitaria, salvo opposizione del paziente

Il testo di riferimento richiama il D.Lgs. 81/2025, in vigore dal 13 giugno 2025, che ha reso strutturale il divieto già previsto in precedenza per le fatture elettroniche via SDI relative a prestazioni sanitarie rese a persone fisiche. Se vuoi approfondire il tema, trovi qui la nostra guida al Sistema Tessera Sanitaria negli studi dentistici.

Questo è probabilmente il punto in cui si genera più facilmente confusione.

La prestazione è la stessa.

Ma i destinatari sono due.

E quindi anche le regole di emissione sono diverse:

  • quota fondo → SDI
  • quota paziente → no SDI

Regime indiretto: quando paga tutto il paziente

Nel regime indiretto il funzionamento è più semplice.

Lo studio non fattura nulla al fondo.

Il paziente paga interamente la prestazione e successivamente presenta la fattura per chiedere il rimborso.

La fattura quindi:

  • è intestata al paziente
  • è esente IVA ex art. 10 n. 18
  • non viene trasmessa tramite SDI
  • viene consegnata in formato cartaceo o PDF
  • prevede bollo da 2 euro se l’importo supera 77,47 euro
  • viene trasmessa al Sistema Tessera Sanitaria

Se successivamente il fondo rimborsa in tutto o in parte il paziente, sarà il fondo stesso a comunicare l’importo rimborsato all’Anagrafe Tributaria.

Questo può incidere sulla detrazione nella dichiarazione precompilata del paziente, ma non modifica il modo in cui lo studio deve emettere la fattura.

Attenzione alle diciture richieste dal fondo

Alcuni fondi, per liquidare il rimborso, richiedono formule specifiche.

Ad esempio:

“Fattura saldata”

oppure

“Fattura emessa ai fini del rimborso da parte di…”

Conviene verificare queste richieste prima di emettere il documento.

Correggere una fattura già numerata comporta infatti passaggi aggiuntivi che, nella maggior parte dei casi, possono essere evitati con un controllo preventivo.

Voucher welfare aziendali: come funzionano

I voucher welfare (ad esempio quelli gestiti da Edenred, Jointly o Easy Welfare) hanno un funzionamento simile al regime diretto.

La differenza è che il soggetto pagatore non è un fondo sanitario, ma una piattaforma welfare che acquista la prestazione per conto del dipendente.

La fattura viene quindi intestata alla società che gestisce la piattaforma.

Occorre utilizzare i suoi dati fiscali e il relativo Codice Destinatario.

Anche qui, secondo il testo di riferimento:

  • l’IVA resta esente ai sensi dell’art. 10 n. 18
  • la fattura viene emessa elettronicamente tramite SDI
  • nella descrizione non devono essere riportati in chiaro nome e dati del dipendente/paziente
  • è preferibile utilizzare numero del voucher o codice autorizzativo
  • per la quota pagata tramite welfare non va effettuato l’invio al Sistema TS a nome del paziente.

Il motivo è che la spesa è sostenuta dal piano welfare aziendale e non direttamente dal dipendente

Tabella riepilogativa

DocumentoIntestatarioIVACanale di fatturazioneBollo oltre 77,47€Sistema TS
Quota Fondo – regime direttoFondo/CassaEsente art. 10SDI, senza dati del pazienteSìNo
Franchigia / Quota PazientePazienteEsente art. 10Cartaceo o PDF, mai SDISìSì,salvo opposizione
Regime indirettoPazienteEsente art. 10Cartaceo o PDF, mai SDISìSì,salvo opposizione
Voucher welfarePiattaforma welfareEsente art. 10SDI, senza dati del dipendenteSìNo

La colonna più importante da controllare è probabilmente quella relativa al canale di fatturazione.

È qui che il comportamento cambia radicalmente a seconda del destinatario.

Checklist prima di emettere la fattura

Prima di cliccare su “emetti”, fai un controllo rapido.

Il fondo opera in regime diretto o indiretto?
Se non lo sai, fermati e verificalo. È la prima informazione da cui dipende tutto il resto.

Chi deve ricevere questa fattura?
Fondo oppure paziente? Non sono destinatari intercambiabili.

Il destinatario è una persona fisica?
Se sì, per la prestazione sanitaria la fattura non deve transitare tramite SDI. Va emessa in formato cartaceo o PDF.

Il destinatario è un fondo o una piattaforma welfare?
In questo caso la fattura viene inviata tramite SDI. Controlla però che nella descrizione non compaiano nome o altri dati identificativi del paziente.
Utilizza invece un riferimento neutro, come numero di pratica o codice autorizzativo.

L’importo supera 77,47 euro?
Se sì, verifica l’applicazione del bollo da 2 euro.

La quota deve essere comunicata al Sistema Tessera Sanitaria?
Sì, se la fattura è intestata al paziente, salvo opposizione.
No, per la quota pagata direttamente dal fondo o dalla piattaforma welfare.

Il fondo richiede diciture o codici specifici?
Controlla eventuali:

  • codici autorizzativi
  • numeri di pratica
  • codici ODS
  • riferimenti da inserire in campi specifici della fattura

Attenzione alle regole specifiche di ogni fondo

Le regole fiscali descritte fin qui riguardano la struttura generale della fatturazione.

Ma ogni fondo può avere anche procedure operative proprie.

Fasdac, Odontonetwork, OneNet e altri soggetti possono richiedere codici, riferimenti, campi o modalità specifiche per poter processare correttamente la pratica.

In alcuni casi può essere richiesto, ad esempio, un riferimento nel blocco DatiOrdineAcquisto della fattura elettronica.

Quando lavori con un fondo nuovo o che utilizzi raramente, conviene quindi consultare il relativo portale prima di emettere il documento.

Una fattura fiscalmente corretta ma priva del riferimento richiesto dal fondo può comunque generare ritardi nella lavorazione o nel pagamento.

Domande frequenti sulla fatturazione a fondi sanitari e welfare

La fattura al fondo sanitario deve essere elettronica?

Nel regime diretto, se la fattura è intestata al fondo o a un altro soggetto giuridico, il testo di riferimento prevede l’emissione elettronica tramite Sistema di Interscambio.
Nel file XML non devono però essere inseriti dati che permettano di identificare il paziente.

Posso indicare il nome del paziente nella fattura elettronica destinata al fondo?

No.
Il testo richiama la risposta a interpello dell’Agenzia delle Entrate n. 307/2019 e indica che nel file trasmesso tramite SDI non devono comparire nome, codice fiscale o altri dati che rendano identificabile il paziente.
Meglio utilizzare numero di pratica, polizza o codice autorizzativo.

La franchigia pagata dal paziente va fatturata tramite SDI?

No.
La fattura relativa alla quota a carico del paziente deve essere intestata alla persona fisica e non deve essere trasmessa tramite Sistema di Interscambio.
Può essere emessa in formato cartaceo o PDF.

La fattura al paziente va inviata al Sistema Tessera Sanitaria?

Sì, secondo il testo di riferimento, salvo che il paziente eserciti espressamente il diritto di opposizione.

Il bollo si applica anche alle fatture verso i fondi?

Il testo prevede l’applicazione del bollo da 2 euro quando l’importo supera 77,47 euro.

Il voucher welfare va comunicato al Sistema Tessera Sanitaria?

No, per la quota pagata tramite il piano welfare.
Il costo è sostenuto dal piano aziendale e non direttamente dal dipendente.

In sintesi

La fatturazione verso fondi sanitari e piattaforme welfare non è necessariamente più complessa della normale gestione dello studio.

Richiede però una cosa: capire prima chi sta pagando la prestazione.

Da questa distinzione dipendono intestazione, canale di emissione e gestione del Sistema Tessera Sanitaria.

Nel regime diretto puoi avere una fattura elettronica verso il fondo e, contemporaneamente, una seconda fattura non SDI verso il paziente.

Nel regime indiretto, invece, tutta la prestazione viene fatturata al paziente.

Con i voucher welfare il destinatario torna a essere una persona giuridica e quindi cambia nuovamente il canale di emissione.

Il punto più delicato resta la privacy: i dati identificativi del paziente non devono essere inseriti nel file XML inviato tramite SDI al fondo o alla piattaforma welfare.

Per questo, se lo studio lavora abitualmente con più fondi e provider, conviene impostare fin dall’inizio procedure chiare nel gestionale.

Un controllo con un commercialista che conosce il settore odontoiatrico permette di evitare di decidere ogni volta “a intuito” quale fattura emettere e attraverso quale canale.

La struttura tecnica della riscrittura segue il testo originario anche nei passaggi più delicati su SDI, dati identificativi del paziente, D.Lgs. 81/2025, bollo da 2 euro oltre 77,47 euro e Sistema Tessera Sanitaria.

Hai dubbi sulla fatturazione verso fondi e welfare?

Se vuoi verificare che il tuo studio stia gestendo correttamente fatture, SDI e Sistema Tessera Sanitaria, puoi confrontarti con un commercialista specializzato nel settore odontoiatrico.

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