Dentista forfettario con quote Srl: cosa sapere prima di entrare in una società odontoiatrica

Dentista forfettario,Società odontoiatrica

Il tema del dentista forfettario con quote Srl è tra i più discussi nel mondo fiscale odontoiatrico. Quando a un dentista in regime forfettario viene proposta la possibilità di acquistare quote o collaborare con una società odontoiatrica, è fondamentale capire se questo può compromettere il regime agevolato.

In questo approfondimento analizzo le regole previste dalla Legge 190/2014, i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate e gli errori più comuni da evitare. Capire in quali casi è possibile mantenere il regime forfettario pur partecipando a una Srl odontoiatrica è essenziale per non perdere i benefici fiscali e pianificare correttamente la propria attività.

Il riferimento normativo: comma 57, lettera d), Legge 190/2014

La normativa sul regime forfettario pone limiti precisi ai professionisti che detengono quote in società.
Il comma 57, lettera d), della Legge 190/2014 stabilisce che non possono accedere o restare nel regime forfettario i contribuenti che:

“Controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione che esercitano attività economiche riconducibili a quelle del professionista.”

In pratica, un dentista forfettario con quote S.r.l. rischia l’esclusione dal regime agevolato se la società svolge la stessa attività odontoiatrica.

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

La Circolare n. 9/E del 10 aprile 2019 ha chiarito che il divieto si applica solo quando coincidono due condizioni:

  1. Il professionista controlla, direttamente o indirettamente, una società a responsabilità limitata.
  2. La società svolge attività economiche riconducibili a quelle esercitate dal dentista in regime forfettario.

Se una delle due condizioni manca, il dentista forfettario può possedere quote di una S.r.l. odontoiatrica senza perdere il regime agevolato.

La norma è complessa? Sicuramente si, ma proviamo a capirla nei dettagli.

Come capire se il dentista controlla la S.r.l.

Per verificare se esiste un controllo effettivo, bisogna far riferimento all’articolo 2359 del Codice Civile, che distingue tra:

  • Controllo diretto: il dentista possiede la maggioranza dei voti in assemblea (es. 60% del capitale).
  • Influenza dominante: anche con il 50% delle quote, se l’altro socio non esercita poteri prevalenti.
  • Controllo contrattuale: anche con una quota minoritaria (es. 49%) ma con poteri decisionali stabiliti da contratto.

In tutti questi casi, il controllo sussiste e quindi può scattare l’incompatibilità con il forfettario.

Attività del dentista e attività della S.r.l. odontoiatrica

La seconda condizione da valutare riguarda la coincidenza delle attività economiche.
Per verificarla, si controllano i codici ATECO dichiarati all’Agenzia delle Entrate.

Il codice ATECO tipico per l’attività odontoiatrica è 86.23.00 – Attività odontoiatriche.
Se il dentista e la società hanno lo stesso codice e il professionista fattura prestazioni alla società, l’Agenzia delle Entrate considera l’attività riconducibile e, quindi, incompatibile con il forfettario.

La Circolare 9/E/2019 precisa che l’incompatibilità nasce solo quando la società deduce i costi delle prestazioni del dentista socio.
Se non vi sono rapporti economici diretti, la partecipazione può essere mantenuta.

Esempio pratico: dentista forfettario con quote Srl

Un dentista in regime forfettario (codice ATECO 86.23.00) controlla una S.r.l. odontoiatrica con lo stesso codice e fattura alla società le proprie prestazioni. In questo caso perde il regime forfettario. Al contrario, un dentista che controlla una S.r.l. odontoiatrica ma non svolge prestazioni dirette per la società può restare nel forfettario.

Caso pratico:
Il dottor Carlo possiede il 70% di una s.r.l. odontoiatrica e svolge attività di collaboratore presso uno studio esterno. Il dottor Carlo può adottare il regime forfettario se con la propria partita Iva fattura esclusivamente quale collaboratore. Il dottor Carlo non può adottare il regime forfettario se fattura le sue prestazioni anche alla s.r.l. odontoiatrica controllata.

In sintesi:

  • Un dentista forfettario con quote S.r.l. può mantenere il regime agevolato solo se non esercita controllo e non svolge la stessa attività della società.
  • La valutazione deve essere fatta caso per caso, analizzando il tipo di partecipazione e i rapporti economici.
  • È fondamentale rivolgersi a un commercialista esperto in odontoiatria per evitare errori e perdite di agevolazioni fiscali.

Conclusione

La partecipazione di un dentista forfettario con quote Srl odontoiatrica è possibile, ma va gestita con attenzione.
Prima di acquistare quote o collaborare con una società, è sempre consigliabile richiedere una consulenza fiscale specializzata per verificare la compatibilità con il regime forfettario e impostare correttamente la propria posizione.

Vuoi capire se puoi mantenere il regime forfettario pur avendo quote in una Srl odontoiatrica?

Inviaci una mail per fissare una call telefonica nel giorno e orario che preferisci, oppure scrivici su WhatsApp.

Vuoi capire come applicare correttamente questi aspetti alla tua situazione professionale o al tuo studio?

Una valutazione attenta consente di evitare errori e di assumere decisioni consapevoli.

Invia una email Contattaci su WhatsApp
Tags :
dentista,dentisti,forfettario,quote,regime forfettario,srl
Share This :