Dentista in regime forfettario: guida completa per risparmiare sulle tasse

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Dentista in regime forfettario

Se sei un dentista che sta valutando l’apertura della partita iva, il regime forfettario dentisti può essere la soluzione più conveniente per pagare meno tasse e semplificare la gestione fiscale. In questo articolo scoprirai come funziona, i requisiti per accedere, le simulazioni di calcolo e perché affidarsi a un commercialista specializzato in dentisti è fondamentale per non commettere errori.

Il caso pratico: collaborazione familiare e regime forfettario

Sempre più spesso riceviamo domande da dentisti che vogliono aprire la partita iva per avviare collaborazioni familiari. Un esempio tipico è quello di un dentista titolare di studio professionale individuale che desidera far lavorare i figli, anch’essi dentisti appena abilitati, permettendo loro di fatturare in regime forfettario.
La domanda è chiara: i figli possono aprire partita iva e fatturare come collaboratori dello studio del padre?

La risposta non è mai automatica: servono analisi precise su norme fiscali, requisiti ENPAM e possibili cause di esclusione. Un commercialista per dentisti può valutare ogni dettaglio e guidarti nella scelta più vantaggiosa.

Prima di iniziare, verifica sempre che il tuo consulente sia iscritto all’Albo dei dottori commercialisti.
I professionisti di spaziodentista.it sono tutti iscritti e specializzati nel settore odontoiatrico.

Perché il regime forfettario conviene ai dentisti

Il regime forfettario è particolarmente vantaggioso per i dentisti che iniziano l’attività o che hanno un fatturato contenuto, perché:

  • determina il reddito imponibile in modo semplificato: 78% dei compensi incassati;
  • applica un’imposta sostitutiva unica del 5% per i primi 5 anni (se si rispettano i requisiti start-up) e del 15% successivamente;
  • non richiede la deduzione delle spese effettive.

Grazie a questo sistema, chi ha costi di gestione limitati può ottenere un risparmio fiscale notevole rispetto ai regimi ordinari.

Esempio pratico: calcolo di tasse e contributi 2025

Supponiamo un dentista con 60.000 € di fatturato annuo, iscritto all’ENPAM, che applica il regime forfettario.

Fatturato: 60.000 €
Coefficiente di redditività: 78%
Reddito imponibile: 60.000 × 78% = 46.800 €

 Imposta sostitutiva

  • 15% = 46.800€ x 15% = 7.020 €
  • 5% (start-up) = 46.800€ x 5% = 2.340 €

Contributi ENPAM

  • Quota B: 19,50% su 46.800 € = 9.126 €
  • Quota A (fissa): circa 1.080 €
Aliquota 15%Aliquota 5%
Imposta sostitutiva7.020€2.340€
ENPAM Quota B9.126€9.126€
ENPAM Quota A1.080€
1.080€
Totale da versare17.226€12.546€

Carico fiscale effettivo

  • Aliquota 15%: circa 26% del fatturato
  • Aliquota 5%: circa 18% del fatturato

I contributi ENPAM sono deducibili e possono abbassare leggermente la base imponibile, riducendo quindi l’imposta sostitutiva.

Limiti e requisiti del regime forfettario

Per accedere al regime forfettario è necessario che i compensi annui non superino 85.000 €. Inoltre, non devi avere costi per personale dipendente o collaboratori superiori a 20.000 € l’anno. Queste condizioni possono risultare ideali per chi lavora come consulente in studi altrui o per i giovani professionisti che si affacciano alla professione senza uno studio proprio.

Cause di esclusione da valutare con attenzione

Non tutti i dentisti possono adottare il forfettario. Sono cause di esclusione:

  • partecipazione in uno studio associato;
  • possesso di quote in una società di persone;
  • partecipazione in una srl stp o srl odontoiatrica (da analizzare caso per caso).

Perché scegliere un commercialista specializzato in dentisti

Il regime forfettario è una grande opportunità, ma ogni caso è unico: più partite iva in famiglia, partecipazioni societarie o collaborazioni possono cambiare completamente la strategia fiscale.
Un commercialista per dentisti conosce le dinamiche degli studi odontoiatrici, le regole ENPAM e le migliori tecniche per risparmiare tasse senza rischi.

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