Fattura dell’impresa di pulizie dello studio dentistico: cosa controllare

Segreteria dello studio dentistico
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Fattura dell’impresa di pulizie dello studio dentistico: cosa controllare

La fattura dell’impresa di pulizie sembra una delle più semplici da gestire.

Non ci sono prestazioni sanitarie da ricostruire, nessun dato del paziente da proteggere e nessun prospetto clinico da collegare al compenso.

Eppure c’è un aspetto fiscale che merita particolare attenzione: il reverse charge.

Per i servizi di pulizia relativi agli edifici, infatti, l’IVA non viene normalmente esposta dall’impresa quando il committente è un soggetto passivo IVA. Il meccanismo riguarda anche lo studio dentistico individuale, non soltanto una S.r.l. o una S.T.P.

A questo si aggiungono alcuni controlli documentali molto semplici: descrizione della fattura, contratto, prova dell’effettivo svolgimento del servizio e regolarità contributiva del fornitore.

Per i professionisti sanitari, invece, abbiamo approfondito separatamente cosa controllare nelle fatture dei collaboratori dello studio dentistico.

Vediamo cosa verificare.

Indice

  1. Cosa deve indicare la fattura dell’impresa di pulizie
  2. Contratto di pulizia: cosa conviene prevedere
  3. Come documentare che il servizio è stato realmente svolto
  4. Reverse charge sulle pulizie dello studio dentistico
  5. Reverse charge e dentista in regime forfettario
  6. DURC e responsabilità solidale nell’appalto
  7. Quali documenti conservare
  8. Checklist sulla fattura dell’impresa di pulizie
  9. Domande frequenti sulla fattura dell’impresa di pulizie

Cosa deve indicare la fattura dell’impresa di pulizie

Anche per questi servizi vale l’art. 21 del DPR 633/1972: la fattura deve indicare natura, qualità e quantità dei servizi prestati.

Una descrizione come: “Servizio pulizie ottobre” è poco informativa.

È preferibile una formulazione che permetta di comprendere almeno il tipo di servizio e il periodo interessato.

Ad esempio:

“Corrispettivo per servizi di pulizia ordinaria e igienizzazione dei locali dello studio dentistico, eseguiti nel mese di ottobre 2026 secondo le modalità previste dal contratto di appalto.”

Se il contratto lo prevede, può essere utile riportare anche la frequenza degli interventi o richiamare il relativo capitolato.

E se vengono svolte pulizie straordinarie?

Se durante il mese vengono effettuati interventi diversi da quelli ordinari, ad esempio pulizia straordinaria delle vetrate o trattamento specifico dei pavimenti, è preferibile identificarli separatamente.

In questo modo, a distanza di tempo, sarà più semplice ricostruire perché la fattura di quel mese presenta un importo superiore rispetto al canone abituale.

Contratto di pulizia: cosa conviene prevedere

Molti studi lavorano per anni con la stessa impresa basandosi soltanto sul preventivo iniziale.

Per un rapporto continuativo è però molto più ordinato predisporre un contratto d’appalto scritto.

Il contratto consente di definire con chiarezza:

  • frequenza degli interventi
  • orari o fasce di accesso allo studio
  • corrispettivo mensile o orario
  • attività comprese nel servizio
  • eventuali attività straordinarie
  • fornitura di prodotti e attrezzature
  • modalità di modifica o cessazione del rapporto.

La corretta formalizzazione dei rapporti è importante anche per i collaboratori dello studio dentistico.

In uno studio odontoiatrico può essere utile allegare anche un capitolato che individui gli ambienti interessati e le modalità operative concordate.

Non presenterei però il contratto scritto o la sua “data certa” come una condizione fiscale assoluta per la deducibilità del costo.

Sono piuttosto presidi documentali molto utili: permettono di dimostrare in modo più semplice quali prestazioni sono state concordate e a quale prezzo.

Come documentare che il servizio è stato realmente svolto

Anche un contratto molto preciso non dimostra, da solo, che gli interventi siano stati effettivamente eseguiti.

Per uno studio può quindi essere utile adottare un sistema semplice di registrazione degli accessi dell’impresa.

Può trattarsi di:

  • registro cartaceo
  • foglio presenze
  • registro digitale
  • sistema di accesso alla struttura
  • report periodico dell’impresa

L’obiettivo non è creare altra burocrazia.

Serve semplicemente a collegare il costo sostenuto agli interventi effettivamente effettuati.

Un foglio mensile con data, orario e firma dell’operatore è già uno strumento molto semplice da gestire.

Reverse charge sulle pulizie dello studio dentistico

Questo è il passaggio più importante.

L’art. 17, comma 6, lettera a-ter), del DPR 633/1972 prevede l’applicazione del reverse charge alle prestazioni di servizi di pulizia relative ad edifici rese nei confronti di soggetti passivi IVA.

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 14/E del 27 marzo 2015, ha chiarito che per i servizi di pulizia relativi agli edifici è sufficiente che il committente sia un soggetto passivo IVA.

La stessa circolare cita espressamente, come esempio, i servizi di pulizia resi a uno studio di professionisti.

Questo significa che la regola riguarda sia:

  • lo studio dentistico individuale
  • lo studio associato
  • la S.T.P.
  • la S.r.l. odontoiatrica

Non è quindi la forma societaria a determinare il reverse charge.

Conta la natura della prestazione e la posizione IVA del committente.

Come deve arrivare la fattura

Quando ricorrono le condizioni del reverse charge, l’impresa emette la fattura senza addebitare l’IVA.

Nella fattura elettronica, per questa tipologia di prestazioni, il codice natura da utilizzare è:

N6.7 – Inversione contabile – Prestazioni comparto edile e settori connessi.

Lo studio deve poi integrare l’imposta secondo le regole dell’inversione contabile.

Per l’integrazione elettronica può essere utilizzato il documento TD16.

Attenzione: non tutti i servizi assimilabili alle “pulizie” seguono automaticamente questa regola

Il reverse charge riguarda le prestazioni rientranti nella disciplina dei servizi di pulizia relativi agli edifici.

Non basta quindi che in fattura compaia genericamente la parola “sanificazione”.

L’Agenzia delle Entrate ha, ad esempio, escluso dal meccanismo specifiche attività come derattizzazione, spurgo e rimozione della neve.

Quando il contratto comprende prestazioni diverse, è quindi opportuno verificare con il commercialista quale trattamento IVA applicare a ciascuna voce.

E l’IVA per lo studio dentistico?

Lo studio integra la fattura con l’IVA dovuta.

Quando svolge prevalentemente operazioni sanitarie esenti ex art. 10 DPR 633/1972 e non dispone del relativo diritto alla detrazione, l’IVA assolta attraverso il reverse charge può tradursi, in tutto o in parte, in un costo effettivo.

Per questo una fattura di pulizie ricevuta con IVA ordinaria al 22%, quando invece ricorrono le condizioni dell’art. 17, comma 6, lett. a-ter), merita di essere segnalata al commercialista.

Reverse charge e dentista in regime forfettario

Il principio vale anche per un professionista che applica il regime forfettario.

Quando un contribuente forfettario acquista un bene o un servizio soggetto a reverse charge, deve assolvere l’IVA secondo il meccanismo dell’inversione contabile.

Non potendo esercitare il diritto alla detrazione, l’imposta diventa un costo effettivo.

È quindi errato pensare che il regime forfettario faccia automaticamente venir meno il reverse charge sugli acquisti.

DURC e responsabilità solidale nell’appalto

Quando lo studio affida le pulizie a un’impresa con propri lavoratori, entra in gioco anche la disciplina degli appalti.

L’art. 29, comma 2, del D.Lgs. 276/2003 prevede, nei casi disciplinati dalla norma, una responsabilità solidale del committente con l’appaltatore e gli eventuali subappaltatori per alcuni trattamenti retributivi, contributi previdenziali e premi assicurativi riferiti ai lavoratori impiegati nell’appalto.

La responsabilità opera entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto.

Per questo è opportuno scegliere fornitori affidabili e tenere sotto controllo anche la loro regolarità contributiva.

Perché richiedere il DURC

Il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) consente di verificare la posizione dell’impresa nei confronti degli enti previdenziali e assicurativi.

Quando viene generato con esito positivo attraverso DURC Online, ha una validità di 120 giorni dalla richiesta.

Conservarne periodicamente una copia nel fascicolo del fornitore è quindi una buona prassi di controllo.

Non lo presenterei però come un documento che, da solo, elimina automaticamente ogni possibile responsabilità dello studio.

È uno degli strumenti attraverso cui verificare l’affidabilità del fornitore.

Quali documenti conservare

Per una gestione ordinata, puoi creare un fascicolo dedicato all’impresa di pulizie contenente:

  • contratto e capitolato del servizio
  • fatture elettroniche ricevute
  • eventuali registri o fogli degli interventi
  • DURC acquisiti nel tempo
  • eventuali comunicazioni relative a interventi straordinari o modifiche del servizio

Sono pochi documenti, ma permettono di ricostruire facilmente l’intero rapporto.

Checklist su ogni fattura dell’impresa di pulizie

Quando arriva la fattura mensile controlla:

  1. La descrizione identifica chiaramente il servizio e il periodo?
  2. L’importo è coerente con il contratto?
  3. Eventuali interventi straordinari sono identificabili separatamente?
  4. Il servizio rientra tra quelli soggetti a reverse charge?
  5. Se si applica il reverse charge, la fattura è senza IVA e riporta correttamente il codice N6.7?
  6. Il servizio del mese è documentabile attraverso registro, report o altra evidenza?
  7. Il DURC dell’impresa è ancora valido?

Un controllo di pochi minuti evita di scoprire un problema mesi dopo.

In sintesi

La fattura dell’impresa di pulizie è semplice solo in apparenza.

Il controllo più importante riguarda il reverse charge, che per i servizi di pulizia relativi agli edifici può applicarsi anche quando il committente è uno studio dentistico individuale.

A questo si aggiungono alcuni accorgimenti organizzativi molto semplici: contratto chiaro, fattura ben descritta, prova degli interventi effettuati e verifica periodica del DURC.

Una volta impostato correttamente il flusso, il controllo mensile richiede davvero pochi minuti.

Se ti occupi direttamente dei controlli amministrativi dello studio, trovi altri approfondimenti nella sezione Segreteria dello studio dentistico.

Domande frequenti sulla fattura dell’impresa di pulizie

Il reverse charge si applica alle pulizie dello studio dentistico?

Sì, quando si tratta di prestazioni di servizi di pulizia relative a edifici rese nei confronti di un soggetto passivo IVA e ricorrono le condizioni previste dall’art. 17, comma 6, lett. a-ter), DPR 633/1972.

Il reverse charge vale anche per il dentista con studio individuale?

Sì. La disciplina non è limitata alle società. La circolare 14/E/2015 dell’Agenzia delle Entrate richiama espressamente anche i servizi di pulizia resi a uno studio di professionisti.

La fattura dell’impresa di pulizie deve avere IVA al 22%?

Quando il servizio rientra nel reverse charge, l’impresa emette fattura senza addebito dell’IVA e il committente assolve l’imposta attraverso il meccanismo dell’inversione contabile.

Quale codice natura deve essere indicato in fattura?

Per le prestazioni rientranti nell’art. 17, comma 6, lett. a-ter), il codice natura della fattura elettronica è N6.7 – Inversione contabile – Prestazioni comparto edile e settori connessi.

Il reverse charge vale anche per un dentista in regime forfettario?

Sì, quando il contribuente forfettario acquista servizi soggetti a reverse charge. Deve assolvere l’IVA senza poterla portare in detrazione.

Quanto dura il DURC?

Il DURC Online con esito positivo ha una validità di 120 giorni dalla data della richiesta.

È obbligatorio tenere un foglio presenze dell’impresa di pulizie?

Il foglio presenze è soprattutto uno strumento documentale utile per dimostrare gli interventi eseguiti. Può essere sostituito da altre evidenze affidabili, come report dell’impresa o sistemi di registrazione degli accessi.

Hai dubbi sulle fatture dei fornitori del tuo studio?

Se vuoi verificare che le fatture ricevute e il relativo trattamento IVA siano gestiti correttamente, contattaci.

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