Il trattamento di fine mandato del dentista

Società odontoiatrica

Costituire una srl odontoiatrica è una scelta sempre più diffusa tra i dentisti che desiderano ottimizzare la gestione dello studio e pianificare in modo più efficiente la propria fiscalità. Tra i vantaggi di questa forma societaria c’è anche la possibilità di riconoscere al dentista amministratore un Trattamento di Fine Mandato (TFM), uno strumento di pianificazione fiscale spesso sottovalutato ma estremamente utile.

Perché costituire una società odontoiatrica

Negli ultimi anni ho tenuto numerosi webinar rivolti ai dentisti per spiegare i vantaggi dell’esercizio della professione in forma societaria. Ho imparato che puoi toccare tutte le leve di questo mondo: la separazione patrimoniale, la facilità nell’aggregare nuovi collaboratori, la facilità di una futura exit, ma le ragioni fiscali sono  sempre al primo posto. 

Sebbene non si costituisca una società solo per risparmiare sulle imposte, è innegabile che la srl odontoiatrica possa offrire un carico fiscale complessivamente più vantaggioso rispetto allo studio individuale.

Sono Simone Berti, dottore commercialista specializzato nel supporto fiscale e gestionale di studi dentistici. Tengo molto a qualificarmi come commercialista, perché sono certo che, proprio tu, che hai un abilitazione professionale analoga alla mia, conosci il valore della formazione e della conoscenza scientifica. Nel blog condivido periodicamente approfondimenti e guide pratiche dedicate al mondo odontoiatrico.

In materia di srl odontoiatriche, ho pubblicato anche un libro diventato un punto di riferimento per la categoria: La S.r.l. S.t.p. odontoiatrica – Guida alla costituzione in neutralità fiscale

Quanto paga di tasse una srl odontoiatrica

Uno dei dubbi più frequenti tra i dentisti riguarda il confronto tra la tassazione di una srl odontoiatrica e quella dello studio individuale.

La srl paga:

  • IRES al 24% sul reddito prodotto;
  • IRAP con aliquota base del 3,9%, aumentabile dalle Regioni fino a un massimo dello 0,9%.

In media, le imposte dirette della società ammontano a circa il 30% del reddito.

Un esempio tasse di una società versus tasse di uno studio monoprofessionale

Prendiamo il caso di uno studio con un fatturato annuo di 500.000 euro e costi complessivi (collaboratori, dipendenti, ammortamenti, servizi etc…) di 300.000 euro.

Ricavi500.000€
Costi300.000€
Reddito al lordo delle imposte200.000€

Supponiamo che il dentista titolare dello studio valorizzi il suo apporto professionale nello studio in euro 70.000,00 annui al lordo delle imposte. Vediamo adesso le differenze fiscali tra lo stesso studio in forma individuale ed in forma di s.r.l.

VoceStudio individualeSrl odontoiatrica
Imponibile Irpef200.000€70.000€
Imponibile Ires130.000€
Imponibile Irap200.000€
Irpef69.836€16.720€
Addizionali Irpef5.000€1.750€
Ires31.200€
Irap7.800€
Totale imposte74.836€57.470€

Il risparmio fiscale annuo stimato è di circa €17.000, che in dieci anni può arrivare a oltre €170.000.

Effetto del credito d’imposta Transizione 5.0

Nel caso in cui lo studio effettui investimenti in beni agevolabili per 80.000 euro, ottenendo un credito d’imposta del 40%, il vantaggio fiscale aumenta ulteriormente.

VoceStudio individualeSrl odontoiatrica
Credito d’imposta12.480€
Totale imposte74.836€44.990€

Questo esempio dimostra come la forma societaria consenta margini di ottimizzazione fiscale più ampi rispetto allo studio individuale.

Tieni presente che il risparmio conseguito nel primo esempio  pari ad euro 17.366 (dato dalla differenza tra 74.836,00 e 57.470,00) è annuale. Questo significa che a legislazione vigente, al netto di altre agevolazioni esclusive per il mondo imprenditoriale, il risparmio di imposta in un decennio è di circa 170.000,00 euro.

Che cosa è il TFM del dentista amministratore

Chiarisco subito un punto: le opportunità che andrò a descrivere riguardano soltanto coloro che gestiscono lo studio professionale in forma di società e mai con studio monoprofessionale. Il motivo di tale discriminazione è semplice: per applicare il TFM occorre la presenza di un amministratore.

Il TFM è l’acronimo di Trattamento di Fine Mandato e si tratta di una modalità retributiva a favore degli amministratori di società – e dunque anche di società odontoiatriche. E’ una sorta di TFR per amministratori e sarà erogato da società a favore dell’amministratore soltanto alla cessazione dalla carica sociale.

Il TFM può essere deliberato dall’assemblea dei soci e rappresenta un costo deducibile al 100% dal reddito imponibile della società. L’amministratore, invece, sarà tassato solo nel periodo in cui riceverà effettivamente la somma.

Il TFM un costo per la società odontoiatrica

Il TFM è un costo deducibile per competenza ossia il costo è deducibile nel periodo d’imposta in cui vi è l’ accantonamento contabile ossia anno per anno indipendentemente dal momento del pagamento. 

Per evitare contestazioni da parte del fisco, è necessario che:

  • la delibera dell’assemblea preveda il TFM prima della nomina dell’amministratore (Cassazione 17 giugno 2022, n. 19571; Cassazione 20 maggio 2025 n. 13541). La data certa può essere ottenuta tramite vari strumenti, quali:
    • registrazione presso un ufficio pubblico (CGT Venezia, sentenza 11 settembre 2024, n. 591)
    • atto pubblico o scrittura privata autenticata (CGT 2° Lazio, sentenza 27 giugno 2023, n. 3895)
    • invio tramite pec (Cassazione 15 aprile 2024, n. 10091)
    • apposizione della marca temporale (CGT2° Lazio, sentenza 27 giugno 2023, n. 3895)
    • invio tramite servizio postale (CGT 2° Lazio, sentenza 27 giugno 2023, n. 3895)
  • l’importo sia stabilito in modo coerente con i risultati economici della società;
  • la motivazione economica sia documentata, evitando di configurare il TFM come una semplice operazione di risparmio fiscale.

Il giorno che l’amministratore sarà sollevato dall’incaricato avrà diritto al percepimento del TFM, ed in quella sede dovranno essere applicate le imposte.

L’accantonamento al TFM è principalmente una scrittura contabile che può (ma non deve) essere accompagnata da un accantonamento finanziario reale, ad esempio in fondi o strumenti di investimento dedicati. Questo consente di valorizzare le somme accantonate nel tempo.

L’importo del TFM dell’amministratore dentista

Non esiste una norma che definisca l’importo esatto da accantonare annualmente. L’importo del TFM può essere fisso oppure variabile in relazione ad esempio al compenso dell’amministratore od ancora a risultati economici finanziari della società.

La Corte di Cassazione ha ripetutamente escluso che si possano applicare per analogia i limiti quantitativi previsti dall’articolo 2120 Codice civile per il trattamento di fine rapporto (Tfr) dei lavoratori dipendenti (Cassazione 10 febbraio 2025, n. 3299; Cassazione 20 febbraio 2025, n. 4487). In sostanza la natura del TFM è pattizia ovvero lasciata alla libera contrattazione tra la società e l’amministratore.

In assenza di limiti previsti da norma, è consigliabile dimostrarne la congruità e l’inerenza del TFR a fondamento della deducibilità.

Un accantonamento giudicato irragionevole è qualificabile come comportamento anti-economico, considerato sintomo della mancanza di inerenza e, pertanto, indeducibile (CGT 1° Novara, sentenza 22 aprile 2022, n. 65).

In base alla prassi si consiglia di disciplinare un importo compreso tra il 20% e il 30% del compenso annuo dell’amministratore, in linea con l’andamento economico e finanziario della società (la sentenza della CGT 2° Veneto ha ad esempio ritenuto ragionevole un TFR pari al 0,5% del fatturato e 6,25% dell’utile. Altre sentenza si attestano alla soglia massima del 30% del compenso annuo dell’amministratore. In tal senso CGT 1° Treviso, Sentenza 7 marzo 2024,n. 73).

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