Negli ultimi anni la società tra professionisti è diventata una soluzione sempre più utilizzata dai dentisti che vogliono esercitare l’attività in forma aggregata, mantenendo però la natura professionale dello studio. Accanto alla più diffusa stp in forma di srl, si parla con crescente frequenza di stp odontoiatrica in forma cooperativa.
Il tema è rilevante perché incide direttamente su tre aspetti chiave per lo studio dentistico: regime fiscale dei professionisti, tassazione complessiva e modello di governance. Capire quando questa forma conviene davvero è essenziale per evitare scelte strutturali difficili da correggere nel tempo.
Non esiste la “stp perfetta” per tutti gli studi dentistici
Prima di analizzare i vantaggi della cooperativa, è utile chiarire un punto fondamentale: non esiste una forma di stp valida per tutti gli studi dentistici.
Ogni studio ha:
- una propria dimensione
- un numero diverso di professionisti coinvolti
- obiettivi economici e organizzativi specifici
La stp in forma di srl resta oggi la soluzione più adottata per flessibilità e governance. Tuttavia, in presenza di determinate condizioni, la stp odontoiatrica in forma cooperativa può offrire vantaggi fiscali che meritano una valutazione approfondita.
I principali vantaggi fiscali della stp odontoiatrica cooperativa
La stp odontoiatrica in forma di cooperativa aggiunge alcune premialità fiscali specifiche rispetto alla srl, che risultano particolarmente rilevanti in presenza di soci professionisti in regime forfettario.
Il primo vantaggio riguarda l’assenza della causa ostativa al regime forfettario. Nelle stp in forma di srl opera una norma antielusiva che impedisce al professionista in regime forfettario di fatturare alla società controllata, quando:
- esiste un controllo diretto o indiretto della società
- le attività svolte sono riconducibili a quelle del professionista
In presenza di queste condizioni, il dentista in regime forfettario non può fatturare alla propria srl, anche se si tratta di una stp Questo scenario è frequente, ad esempio, nei casi di direzione sanitaria.
La disciplina non si applica al mondo cooperativo. Di conseguenza, il dentista socio di una s.t.p. cooperativa può continuare a fatturare alla società mantenendo il regime forfettario, se ne ricorrono i requisiti.
Cooperativa odontoiatrica ed esclusione dagli ISA
Un ulteriore elemento di vantaggio riguarda l’esclusione dagli ISA (Indici sintetici di affidabilità fiscale) per le cooperative di lavoro.
L’esclusione comporta:
- minori adempimenti dichiarativi
- una gestione fiscale più semplice
Mutualità prevalente: il requisito decisivo nella stp odontoiatrica cooperativa
Per accedere ai principali benefici fiscali, la cooperativa odontoiatrica deve qualificarsi come cooperativa a mutualità prevalente. Dal 1° gennaio 2004, infatti, solo le cooperative a mutualità prevalente possono beneficiare delle agevolazioni tributarie, mentre le altre restano escluse, fatta salva l’esenzione ires sugli utili accantonati alla riserva minima obbligatoria.
La stp odontoiatrica in forma cooperativa può accedere alle principali agevolazioni solo se qualificata come cooperativa a mutualità prevalente, condizione che sussiste quando:
- l’attività è svolta prevalentemente a favore dei soci
- le prestazioni lavorative dei soci sono utilizzate in misura prevalente
- beni e servizi sono conferiti principalmente dai soci
Le cooperative a mutualità prevalente devono rispettare requisiti formali e sostanziali e sono iscritte in un apposito albo, con obbligo di deposito annuale del bilancio.
Tassazione della stp odontoiatrica in forma cooperativa
Anche le cooperative, come tutte le società di capitali, sono soggette a ires, ma con regole di calcolo differenziate.
Nel caso di cooperative non a mutualità prevalente, il 30% degli utili risulta esente, mentre il restante 70% è imponibile.
Per le cooperative odontoiatriche a mutualità prevalente, la quota imponibile si riduce: solo il 43% degli utili è soggetto a tassazione. Questo meccanismo determina una parziale detassazione strutturale, che può incidere in modo significativo sul carico fiscale complessivo.
Un ulteriore elemento tipico del mondo cooperativo è rappresentato dai ristorni. I ristorni sono somme restituite ai soci in proporzione allo scambio mutualistico effettuato. L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 53/E del 18 giugno 2002, ha chiarito che i ristorni attribuiti ai soci sono integralmente deducibili dal reddito della cooperativa, riducendo ulteriormente la base imponibile.
Vantaggi e svantaggi della stp cooperativa odontoiatrica
Alla luce di quanto visto, è utile riepilogare i principali pro e contro di questa forma societaria.
Tra i vantaggi rientrano:
- la compatibilità con il regime forfettario dei soci professionisti;
- la parziale detassazione ires in presenza di mutualità prevalente;
- la possibilità di distribuire valore ai soci tramite ristorni fiscalmente deducibili;
- l’esclusione dagli ISA.
Tra gli svantaggi vanno considerati:
- l’obbligo di un numero minimo di tre soci;
- il modello di governance basato sul voto capitario, per cui ogni socio ha un voto indipendentemente dal capitale conferito;
- una minore flessibilità decisionale rispetto alla s.r.l. in alcuni contesti imprenditoriali.
Conclusione
La stp odontoiatrica in forma di cooperativa non è una soluzione universale, ma può rivelarsi particolarmente efficace in studi con più professionisti operativi, forte partecipazione dei soci e presenza di dentisti in regime forfettario.
La valutazione deve sempre essere personalizzata, tenendo conto della struttura dello studio, degli equilibri tra soci e degli obiettivi di medio-lungo periodo. Un’analisi preventiva consente di evitare errori difficili da correggere e di costruire un assetto coerente con la normativa e con le reali esigenze operative.
