Odontotecnico e regime forfettario: cosa deve sapere il dentista che lavora con un laboratorio

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odontotecnico e regime forfettario

Quando uno studio dentistico collabora in modo continuativo con un laboratorio odontotecnico, prima o poi emerge una domanda molto concreta:

il regime forfettario conviene davvero? Quanto incidono i contributi inps? E cosa succederà dal 2026, considerando tutto quello che si legge online?

Il tema dell’odontotecnico e regime forfettario non riguarda solo chi realizza le protesi, ma interessa direttamente anche il dentista, soprattutto quando il rapporto è stabile, economicamente rilevante o quando parte della produzione avviene internamente allo studio.

Fare chiarezza è fondamentale per evitare impostazioni fiscali scorrette e fraintendimenti che, nel tempo, possono creare problemi operativi.

Chi è l’odontotecnico dal punto di vista fiscale e normativo

Dal punto di vista giuridico, l’odontotecnico non è un professionista ordinistico, ma un artigiano.

La sua attività è disciplinata dal Regio Decreto n. 1334/1928 e consiste esclusivamente nella costruzione di dispositivi protesici su prescrizione dell’odontoiatra, senza contatto diretto con il paziente.

Dal punto di vista operativo, l’odontotecnico deve inoltre risultare iscritto all’Elenco dei Fabbricanti di dispositivi medici su misura presso il Ministero della Salute, con attribuzione del numero di registrazione ITCA (un numero di iscrizione univoco. Questo adempimento è obbligatorio e spesso trascurato nelle fasi iniziali dell’attività.

L’Elenco dei fabbricanti di dispositivi medici su misura è una banca dati pubblica tenuta dal Ministero della Salute nella quale devono iscriversi i fabbricanti che intendono mettere a disposizione sul territorio nazionale dispositivi medici su misura, comunicando i propri dati identificativi e l’elenco dei dispositivi/ambiti di applicazione.

Operativamente, l’Elenco serve a:

  • rendere tracciabili i fabbricanti che producono/forniscono dispositivi su misura in Italia (tipico esempio, in ambito odontoiatrico: laboratori odontotecnici)
  • consentire verifica pubblica dell’avvenuta registrazione (è disponibile anche una funzione di ricerca dedicata sul sito del Ministero)

Laboratorio odontotecnico e dispositivi medici su misura

Il laboratorio odontotecnico è, a tutti gli effetti, un fabbricante di dispositivi medici su misura, ai sensi del Regolamento (UE) 2017/745 (MDR).

Questo comporta alcuni obblighi precisi:

  • iscrizione all’Elenco dei fabbricanti di dispositivi medici su misura presso il Ministero della Salute
  • attribuzione di un numero di registrazione ITCA
  • redazione della dichiarazione di conformità per ogni dispositivo;
  • mantenimento di un sistema minimo di tracciabilità e documentazione e procedure interne coerenti con MDR (anche se “alleggerite” rispetto ai DM di serie)

Un caso particolare: lo studio dentistico con produzione interna

Questo è un caso delicato e poco trattato dalla commentaristica. Il punto è capire se e quando lo studio dentistico diventa “fabbricante”.

Caso A – Produzione interna per i propri pazienti

Se lo studio:

  • realizza internamente dispositivi su misura (es. protesi stampate in 3D, bite, guide chirurgiche)
  • solo per i propri pazienti
  • senza immissione sul mercato verso terzi

possiamo sostenere che lo studio è comunque considerato fabbricante di dispositivi medici su misura ai sensi del MDR.

Conseguenze operative

In questo scenario lo studio dentistico:

  • deve iscriversi all’Elenco del Ministero della Salute,
  • ottiene un proprio numero ITCA,
  • deve redigere la dichiarazione di dispositivo su misura,
  • deve garantire tracciabilità e documentazione minima MDR.

Il fatto che il dispositivo non venga venduto a terzi non elimina la qualifica di fabbricante.

Caso B – Utilizzo di dispositivi già fabbricati da terzi

Se invece lo studio:

  • utilizza dispositivi già marcati CE,
  • oppure riceve il su misura da un laboratorio odontotecnico esterno regolarmente iscritto

Conseguenze operative

In questo scenario lo studio dentistico:

  • non è fabbricante
  • non deve iscriversi all’Elenco del Ministero della Salute
  • non ha un proprio numero ITCA

In questo caso lo studio resta utilizzatore clinico, non produttore.

Quando è obbligatoria l’ITCA

La linea di confine è una sola: Chi è responsabile della fabbricazione del dispositivo su misura?

SituazioneFabbricanteITCA
Laboratorio odontotecnico✅ sì✅ obbligatorio
Studio con produzione interna per i propri pazienti✅ sì✅ obbligatorio
Studio che usa solo laboratori esterni❌ no❌ non previsto
Studio che adatta dispositivi CE di terzi❌ no❌ non previsto

Apertura della partita iva per l’odontotecnico

L’apertura della partita iva è obbligatoria dal momento in cui si inizia effettivamente l’attività.
Fiscalmente, l’odontotecnico comunica all’Agenzia delle Entrate il codice ateco 32.50.20, relativo alla fabbricazione di protesi dentarie.

Contestualmente, è necessaria l’iscrizione:

  • all’Albo delle Imprese Artigiane presso la Camera di Commercio;
  • alla Gestione Artigiani inps per la previdenza.

Una corretta impostazione iniziale è essenziale per evitare errori che possono incidere su imposte, contributi e agevolazioni future.

Cos’è il regime forfettario e perché interessa gli odontotecnici

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato introdotto nel 2015, pensato per attività di dimensioni contenute.

Il principio è semplice: il reddito imponibile non viene calcolato sottraendo i costi reali, ma applicando ai compensi un coefficiente di redditività.
Per gli odontotecnici, in quanto imprese artigiane, il coefficiente è pari al 67%.

Questo significa che il fisco considera imponibile solo una parte dei ricavi, semplificando notevolmente la gestione contabile.

Requisiti per applicare il regime forfettario

L’odontotecnico può applicare il regime forfettario se rispetta alcune condizioni precise, da verificare ogni anno:

  • ricavi non superiori a 85.000 euro;
  • redditi da lavoro dipendente non superiori a 35.000 euro lordi nell’anno precedente;
  • residenza fiscale in Italia o produzione in Italia di almeno il 75% del reddito;
  • spese per lavoro dipendente e collaboratori non superiori a 20.000 euro lordi annui.

Il superamento di questi limiti comporta il passaggio al regime ordinario, con effetti rilevanti sul carico fiscale e contributivo.

Quante tasse paga un odontotecnico in regime forfettario

Il meccanismo di tassazione è lineare, ma va compreso correttamente.

Il reddito imponibile si ottiene applicando il coefficiente del 67% ai compensi annui. Su questo reddito si applica un’imposta sostitutiva:

  • 15% in via ordinaria;
  • 5% per i primi cinque anni di attività, se ricorrono i requisiti.

Esempio pratico

Un odontotecnico che fattura 40.000 euro avrà un reddito imponibile pari a 26.800 euro.
L’imposta sostitutiva sarà:

  • 4.020 euro con aliquota al 15%;
  • 1.340 euro con aliquota al 5% nei primi cinque anni.

Questi importi, però, non includono la previdenza, che per l’odontotecnico rappresenta una voce rilevante.

Contributi inps: il vero nodo per l’odontotecnico

Dal punto di vista previdenziale, l’odontotecnico è iscritto alla Gestione Artigiani inps.

I contributi sono composti da:

  • contributi fissi obbligatori fino a una soglia di reddito;
  • contributi a percentuale sul reddito eccedente il minimale.

Per il 2023, il contributo fisso annuo è pari a circa 4.200 euro, suddiviso in quattro rate.
Oltre la soglia di reddito, si applica un’aliquota del 24% sulla parte eccedente.

Un aspetto spesso trascurato è che, in regime forfettario, è possibile richiedere la riduzione del 35% dei contributi inps, sia sulla parte fissa sia su quella eccedente. Questa agevolazione può incidere in modo significativo sulla sostenibilità complessiva del regime.

Una scelta da inserire in una strategia, non da subire

Il regime forfettario può essere una soluzione efficace per molti odontotecnici, soprattutto nelle fasi iniziali o in presenza di volumi contenuti. In altri casi, può rappresentare una fase transitoria prima di un assetto più strutturato.

La differenza non la fa il regime fiscale in sé, ma la pianificazione.

Conclusione 

Scegliere il regime forfettario come odontotecnico significa valutare insieme fiscalità, contributi inps e modello di lavoro con gli studi dentistici.

Un’analisi preventiva consente di evitare errori, stimare correttamente il carico complessivo e prendere decisioni coerenti con la propria attività.
Un confronto con un consulente che conosce il settore odontoiatrico e le dinamiche tra studi e laboratori permette di fare scelte più consapevoli, oggi e nel tempo.

Vuoi capire come applicare correttamente questi aspetti alla tua situazione professionale o al tuo studio?

Una valutazione attenta consente di evitare errori e di assumere decisioni consapevoli.

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Tags :
dentisti,regime forfettario,società odontoiatrica
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