Case study: un giovane dentista inizia a lavorare nello studio di famiglia

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Regime forfettario e srl odontoiatrica

Nel mondo odontoiatrico capita spesso di affrontare lo stesso scenario: uno studio di famiglia ben avviato vuole permettere ai figli dentisti, appena abilitati, di iniziare a collaborare in modo corretto dal punto di vista fiscale. Il passaggio è emozionante, ma porta con sé dubbi concreti: come inquadrare la collaborazione? Si può aprire la partita iva in regime forfettario? È possibile fatturare alla S.r.l. di famiglia senza rischiare di perdere le agevolazioni? Tutte domande che emergono puntualmente quando si parla di regime forfettario e srl odontoiatrica, un tema che crea confusione in moltissimi studi dentistici.

Questo caso racconta una situazione reale, molto comune, che riguarda un giovane professionista che entra gradualmente nell’attività di famiglia e vuole farlo in modo sicuro, efficiente e senza errori fiscali.

I nomi citati sono di fantasia per tutelare la privacy dei protagonisti.

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Il contesto familiare e professionale nel rapporto tra regime forfettario e srl odontoiatrica

Il protagonista è il Dott. Mario Rossi titolare di una S.r.l. odontoiatrica avviata da oltre cinque anni e partecipata al 60% da lui e al 40% dalla moglie. Si tratta di uno studio solido, con una clientela stabile e processi ben organizzati.
Il figlio, Tommaso, appena abilitato alla professione, desidera iniziare subito come libero professionista aprendo partita IVA in regime forfettario: la scelta più diffusa e conveniente per i giovani odontoiatri. Per i primi mesi di attività, il suo unico cliente sarebbe stato proprio la S.r.l. dei genitori Ed è qui che nasce il dubbio:

Tommaso può davvero fatturare alla S.r.l. odontoiatrica di famiglia restando nel regime forfettario?

Il dubbio del Dott. Rossi

Il Dott. Rossi Mario ci ha contattati con una domanda precisa:

“Mio figlio ha aperto la partita iva in regime forfettario ad inizio 2025 e vuole fatturare le prestazioni professionali rese verso la nostra S.r.l. odontoiatrica. Possiamo farlo senza perdere il regime agevolato?”

Il timore nasce dalla famosa causa ostativa, una regola del regime forfettario che, in alcuni casi, impedisce al professionista di fatturare a una società riconducibile a sé o ai propri familiari, generando la cosiddetta fattispecie del controllo indiretto. Una situazione perfettamente in linea con il tema regime forfettario e srl odontoiatrica, perché il rischio di controllo indiretto può far perdere l’accesso al regime.

Senza entrare in tecnicismi inutili, il cuore della questione è questo. La normativa prevede che il regime forfettario non è applicabile quando:

  1. Il professionista (Tommaso in questo caso) controlla direttamente o indirettamente una S.r.l.
  2. la S.r.l. svolge attività riconducibili a quelle del professionista

In altre parole: se controlli una S.r.l. che fa la stessa attività che fai tu, non puoi fatturare a quella S.r.l. mantenendo il regime forfettario.

Ma c’è un punto fondamentale che molti ignorano: la causa ostativa non si applica nell’anno di apertura della partita IVA in regime forfettario.
La norma prevede infatti che l’eventuale fuoriuscita dal regime forfettario opera dall’anno successivo al verificarsi della causa.

Questo cambia completamente la valutazione del caso.

L’analisi del caso: perché Tommaso può iniziare a fatturare

Dall’analisi della situazione del Dott. Rossi, è emerso subito un punto fondamentale: Tommaso non ha alcun ruolo societario nella S.r.l. dei genitori, ma purtroppo quest’ultimo esercita un controllo indiretto della società.

Tommaso ha aperto la partita iva in regime forfettario durante l’anno e pertanto la causa ostativa non opera nel primo anno di apertura, anche quando esiste un collegamento familiare con la S.r.l.

Per questo motivo, nel rapporto regime forfettario e srl odontoiatrica, Tommaso può fatturare alla S.r.l. senza rischiare alcuna esclusione.

Il nodo degli anni successivi

Se il primo anno è tranquillo, il discorso cambia negli anni a venire.

Qui la risposta richiede prudenza e merita un’attenzione particolare da affrontare caso per caso.

Infatti, nell’anno successivo Tommaso dovrebbe uscire dal regime forfettario in quanto si applica la causa ostativa che prevede che qualora tu ti accorgi di aver fatturato alla SRL di cui hai il controllo nel corso dell’anno, nell’anno successivo devi uscire dal regime forfettario.

Tuttavia, l’uscita dal forfettario non è sempre definitiva, infatti grazie alle regole di accesso previste dal comma 54 della L.190/2014, Tommaso potrebbe eventualmente rientrare nel regime forfettario negli anni successivi, purché rispetti il limite dei € 85.000 di ricavi.

Soluzione proposta per gestire correttamente il regime forfettario e srl odontoiatrica

Nel caso del Dott. Rossi, la soluzione più equilibrata è stata quella di permettere a Tommaso di fatturare alla S.r.l. per tutto il 2025 mantenendo il regime forfettario. Questo gli consente di iniziar l’attività in modo semplice, con un’imposta molto bassa ed un beneficio fiscale immediato sia per lui che per la società.

Dal 2026, invece Tommaso deve abbandonare il regime forfettario e passare al regime ordinario soggetto a tassazione IRPEF. E’ qui che entra in gioco un commercialista specializzato in studi odontoiatrici e che permette al cliente di ottenere il massimo risparmio fiscale.

A partire dal 2027, Tommaso potrebbe aderire nuovamente al regime forfettario purché vengano rispettati tutti i requisiti previsti dalla normativa (in particolare il limite degli 85.000 euro di ricavo).

I vantaggi di questa scelta

La scelta di iniziare in regime forfettario e fatturare alla S.r.l. ha generato benefici immediati e misurabili.

Per Tommaso

Su 60.000 € di compensi:

  • imponibile al 78%
  • imposta sostitutiva al 5% → 2.340 €
  • contributi ENPAM 19,5% → 11.700 €

Totale imposte e contributi → 14.040 €

In regime ordinario, la pressione fiscale totale sarebbe stata di oltre 33.700 €.

Risparmio di oltre 19.000 € in un solo anno.

Per la S.r.l. del Dott. Rossi Mario

La società ha potuto:

  • dedurre completamente i compensi
  • ridurre l’utile tassato con IRES e IRAP
  • trasferire liquidità al figlio con un costo fiscale molto più basso rispetto a dividendi o stipendi

Cosa abbiamo dimostrato con questo caso sul tema regime forfettario e srl odontoiatrica

Il caso chiarisce in modo netto come funziona davvero il rapporto tra regime forfettario e srl odontoiatrica. Mostra che:

  • Un figlio neoabilitato può aprire partita IVA in regime forfettario e fatturare alla S.r.l. familiare.
  • Nel primo anno il regime forfettario non è messo a rischio, anche con collegamenti familiari.
  • I benefici fiscali sono importanti per il figlio e per la società.
  • Con la giusta consulenza, si evita qualsiasi rischio di contestazioni o perdita del regime.

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Se anche tu hai un figlio, o un familiare che deve iniziare a lavorare nella tua S.r.l. odontoiatrica e vuoi capire come farlo senza rischi e con il massimo vantaggio fiscale, possiamo aiutarti ad analizzare la situazione migliore.

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Una valutazione attenta consente di evitare errori e di assumere decisioni consapevoli.

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