Quando la giornata nello studio dentistico finisce, spesso emerge una domanda che riguarda il futuro:
continuare come professionista individuale o strutturare lo studio in modo diverso?
Negli ultimi anni, la Società tra Professionisti (STP) è diventata il centro delle conversazioni strategiche per i dentisti. Non è solo una sigla, ma un cambio di paradigma nell’organizzazione dell’odontoiatria moderna.
Perché è stata introdotta la società tra professionisti
Per molti anni in Italia i professionisti iscritti agli ordini non potevano esercitare la propria attività attraverso una società.
La normativa, risalente al 1939, prevedeva che le professioni intellettuali dovessero essere esercitate esclusivamente in forma personale. Questo significava che, anche quando più professionisti lavoravano insieme, la struttura più diffusa restava l’associazione professionale.
Si trattava di un modello utile per condividere spazi e organizzazione, ma con numerosi limiti sotto il profilo giuridico e gestionale.
Nel frattempo il contesto economico e professionale era profondamente cambiato. Gli studi professionali diventavano sempre più strutturati, le collaborazioni tra professionisti aumentavano e la dimensione organizzativa assumeva un ruolo sempre più centrale.
La svolta è arrivata con la Legge n. 183 del 2011, che ha introdotto nell’ordinamento italiano la possibilità di esercitare le professioni regolamentate anche attraverso una società.
Nasce così la società tra professionisti, uno strumento che consente ai professionisti di organizzarsi in forma societaria mantenendo la natura professionale dell’attività svolta.
Nel settore odontoiatrico questa novità ha aperto scenari completamente nuovi.
Che cos’è una Società tra Professionisti (STP) per Odontoiatri?
Contrariamente a quanto si pensa, la STP non è un nuovo modello societario, ma una qualifica che può essere applicata alle forme previste dal Codice Civile. Uno studio può quindi costituirsi come:
- Società di persone (S.n.c. o S.a.s.)
- Società di capitali
- Società cooperativa
La scelta della forma giuridica è il pilastro su cui poggerà la protezione del tuo patrimonio e l’efficienza fiscale dello studio.
Nel settore odontoiatrico la soluzione più diffusa è la srl stp, perché consente di coniugare flessibilità organizzativa e separazione patrimoniale.
STP monodisciplinare o multidisciplinare
Una società tra professionisti può essere organizzata secondo due modelli diversi.
Il primo è quello monodisciplinare, cioè composto da professionisti appartenenti allo stesso ordine professionale. Nel caso dell’odontoiatria si tratta di una società costituita esclusivamente da dentisti iscritti all’albo.
Il secondo modello è invece quello multidisciplinare, che consente di riunire professionisti appartenenti a diversi ordini.
Nel mondo odontoiatrico questo può significare, ad esempio, una collaborazione strutturata tra odontoiatri e igienisti dentali.
È però importante ricordare che possono essere soci professionisti soltanto soggetti iscritti ad un albo o ordine professionale. Questo significa che alcune figure della filiera odontoiatrica, pur fondamentali per l’attività dello studio, non possono partecipare alla società come soci professionisti.
La logica della normativa è chiara: la società deve mantenere una reale natura professionale.
L’iscrizione della STP al registro delle imprese e all’albo professionale
Uno degli aspetti che caratterizzano la società tra professionisti riguarda il sistema di iscrizioni obbligatorie.
Quando si costituisce una stp non è sufficiente procedere con l’iscrizione nel Registro delle Imprese, come avviene per qualsiasi altra società.
La normativa prevede infatti un doppio livello di iscrizione.
La società deve essere iscritta nel Registro delle Imprese, acquisendo così piena operatività giuridica e rendendo pubbliche le informazioni essenziali sulla struttura societaria.
Accanto a questa iscrizione è necessario procedere anche con l’iscrizione della società presso l’albo professionale competente, nel caso degli odontoiatri presso l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri territorialmente competente.
Questo passaggio ha un valore molto importante perché consente all’Ordine di vigilare sul rispetto delle norme deontologiche anche quando l’attività professionale è svolta attraverso una società.
In altre parole, anche se lo studio assume una forma societaria, la professione continua ad essere esercitata nel rispetto delle regole dell’ordinamento professionale.
I conferimenti nella società tra professionisti
Quando si costituisce una società tra professionisti uno degli aspetti centrali riguarda i conferimenti dei soci.
Il conferimento rappresenta il contributo che ogni socio apporta alla società e costituisce il punto di partenza per la formazione del capitale sociale.
I conferimenti possono assumere diverse forme.
Naturalmente è possibile effettuare conferimenti in denaro, come avviene normalmente nelle società. Tuttavia nel contesto delle attività professionali è frequente che i soci conferiscano anche altri elementi.
Ad esempio possono essere conferiti beni strumentali utilizzati nello studio, come attrezzature odontoiatriche, strumenti diagnostici o altre dotazioni tecnologiche.
In alcune situazioni è possibile conferire anche prestazioni d’opera o servizi professionali, soprattutto quando la società viene costituita tra professionisti che intendono mettere a disposizione della struttura la propria attività lavorativa.
Questo rende la società tra professionisti uno strumento particolarmente flessibile, capace di valorizzare non solo il capitale economico ma anche il contributo professionale dei soci.
La partecipazione dei soci professionisti al capitale sociale
Uno dei principi centrali nella disciplina della società tra professionisti riguarda la composizione del capitale sociale e, più in generale, il peso decisionale dei soci professionisti all’interno della società.
Negli ultimi anni la normativa ha subito un aggiornamento importante che ha reso questo requisito più chiaro e più coerente con la realtà operativa degli studi professionali.
In origine la disciplina delle stp prevedeva che la prevalenza dei soci professionisti dovesse essere dimostrata sia nel numero dei soci sia nella partecipazione al capitale sociale. In pratica era necessario che i professionisti fossero contemporaneamente la maggioranza numerica dei soci e detenessero anche la maggioranza delle quote della società.
Un’interpretazione che, nella pratica, aveva creato non poche rigidità nella costruzione della compagine societaria.
Con il recente aggiornamento normativo questo meccanismo è stato semplificato. Oggi il requisito della prevalenza dei soci professionisti può essere garantito in via alternativa secondo due criteri diversi.
Il primo riguarda il numero dei soci. In questo caso la società rispetta il requisito se la maggioranza dei soci è costituita da professionisti iscritti agli albi. Per fare un esempio semplice, in una società composta da quattro soci è sufficiente che tre di essi siano professionisti.
Il secondo criterio riguarda invece la partecipazione al capitale sociale. In questo caso la prevalenza è rispettata se i soci professionisti detengono almeno i due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto.
Questa modifica ha superato l’obbligo di dimostrare contemporaneamente entrambe le maggioranze, rendendo più flessibile la struttura delle società tra professionisti.
Resta però fermo il principio di fondo che ispira tutta la normativa: il controllo della società deve rimanere nelle mani dei professionisti iscritti agli albi.
Accanto ai soci professionisti possono comunque partecipare anche altre figure, come soci tecnici o soci investitori, che possono contribuire allo sviluppo dello studio con competenze manageriali o con risorse finanziarie.
La presenza di questi soggetti può rappresentare un elemento di crescita importante per la struttura organizzativa dello studio. Tuttavia la normativa stabilisce con chiarezza che la guida della società non può essere sottratta ai professionisti.
L’obiettivo è evitare che la società tra professionisti venga utilizzata come semplice contenitore imprenditoriale privo di contenuto professionale, mantenendo invece al centro l’attività sanitaria e la responsabilità del professionista.
L’amministrazione della società tra professionisti
L’organizzazione e l’amministrazione della stp dipendono in larga parte dalla forma societaria scelta.
Nel caso più diffuso tra gli studi dentistici, cioè la srl stp, la gestione della società può essere affidata ad uno o più amministratori secondo le regole previste per le società a responsabilità limitata.
Tuttavia la normativa sulle società tra professionisti introduce un principio importante: la gestione deve essere coerente con la natura professionale dell’attività.
Questo significa che le decisioni che incidono sull’esercizio dell’attività sanitaria devono rimanere sotto il controllo dei professionisti abilitati.
In molti casi gli statuti delle stp prevedono quindi che gli amministratori siano scelti tra i soci professionisti oppure che questi mantengano una posizione prevalente negli organi decisionali.
L’obiettivo è garantire che l’organizzazione societaria dello studio non comprometta l’autonomia e la responsabilità della professione.
Perché molti dentisti scelgono la SRL STP
Tra tutte le possibili configurazioni della società tra professionisti, quella più diffusa negli studi dentistici è la srl stp.
La ragione principale è la flessibilità organizzativa di questo modello societario.
La società a responsabilità limitata consente di costruire una struttura relativamente semplice da gestire e allo stesso tempo adatta ad accompagnare la crescita dello studio.
Uno degli aspetti che più spesso orientano la scelta riguarda la separazione patrimoniale.
Nelle società di capitali il patrimonio della società è distinto da quello personale dei soci. Questo consente una gestione più strutturata dei rischi legati all’attività economica dello studio.
Per molti professionisti che hanno investito negli anni in tecnologie, personale e sviluppo dello studio si tratta di un elemento che merita sempre una valutazione attenta.
Quando uno studio dentistico inizia a valutare la STP
Non esiste un momento identico per tutti gli studi.
Ogni realtà professionale ha una storia diversa e obiettivi differenti.
Tuttavia ci sono alcune situazioni in cui la riflessione sulla società tra professionisti emerge con maggiore frequenza. Succede spesso quando lo studio cresce e diventa una struttura organizzativa più complessa oppure quando più dentisti lavorano stabilmente insieme e diventa necessario definire in modo più chiaro ruoli e partecipazioni.
In altre situazioni la riflessione nasce quando si iniziano a pianificare investimenti importanti o quando si desidera strutturare un progetto professionale di lungo periodo.
In queste fasi la forma giuridica dello studio smette di essere un semplice aspetto amministrativo e diventa una vera leva strategica.
Una scelta che riguarda il futuro dello studio dentistico
Negli ultimi vent’anni il settore odontoiatrico si è trasformato profondamente.
Oggi molti studi sono realtà strutturate, con più professionisti, tecnologie avanzate e modelli organizzativi sempre più articolati.
In questo contesto la società tra professionisti rappresenta uno degli strumenti che possono accompagnare l’evoluzione dello studio.
Non è una soluzione obbligatoria e non è adatta a tutte le situazioni.
Ma per alcune realtà può rappresentare un passaggio naturale nella crescita professionale.
E spesso la riflessione su questo tema inizia proprio in quei momenti di calma serale, quando lo studio è ormai vuoto e si può finalmente guardare alla propria attività con uno sguardo più ampio.
Perché scegliere la struttura giuridica dello studio non significa soltanto costituire una società.
Significa decidere come organizzare la propria professione nei prossimi anni, costruendo le basi per uno studio più solido, strutturato e capace di affrontare le sfide del futuro.
Stai valutando una società tra professionisti per il tuo studio dentistico?
La società tra professionisti può rappresentare una soluzione molto interessante per alcuni studi dentistici, ma non è una scelta standard valida per tutti.
Ogni studio ha una propria storia, una propria struttura organizzativa e obiettivi di crescita diversi. Per questo motivo la decisione tra studio individuale, società tra professionisti o srl odontoiatrica dovrebbe sempre essere presa dopo un’analisi concreta della situazione dello studio.
Su SpazioDentista accompagniamo molti odontoiatri in queste scelte, analizzando la struttura dello studio e valutando quale forma giuridica sia realmente coerente con gli obiettivi professionali.
Se stai valutando la costituzione di una società tra professionisti o una srl per il tuo studio dentistico, puoi approfondire il tema oppure richiedere un confronto preliminare per capire quale struttura può essere più adatta alla tua situazione.
👉 Richiedi una prima valutazione della struttura del tuo studio dentistico
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