Come inserire i figli nella società odontoiatrica

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Come inserire i figli nella società odontoiatrica

In nessun altro settore come quello odontoiatrico, famiglia e professione si intrecciano così profondamente. Spesso i figli dei dentisti scelgono di seguire le orme dei genitori, fino a ritrovarsi di fronte a una domanda cruciale:

E adesso, come lo inquadro nello studio dentistico?

Le opzioni sono tante e spesso confuse:

  • Faccio una società con i familiari?
  • Forse è meglio aprire una partita iva in regime forfettario?
  • Mi hanno consigliato una cooperativa, dicono che si risparmia…
  • Oppure costituisco una s.r.l. odontoiatrica, come suggerito da alcuni consulenti specializzati?

Se ti stai ponendo queste domande, probabilmente cerchi una risposta chiara, concreta e senza improvvisazioni. Le scelte fiscali e societarie influenzano non solo la crescita dello studio, ma anche l’equilibrio nei rapporti familiari.

Sono Simone Berti, dottore commercialista iscritto all’albo, specializzato nella consulenza a studi dentistici e società odontoiatriche.
Negli anni ho seguito centinaia di casi di studi familiari e passaggi generazionali, aiutando molti colleghi dentisti a strutturare il proprio futuro professionale e patrimoniale.

Il figlio del dentista con il regime forfettario

Partiamo dal caso più semplice – e spesso più conveniente:
il figlio neo-abilitato entra nello studio del genitore come collaboratore, aprendo una partita iva in regime forfettario.

Scopri di più nell’articolo del Dott. Lorenzo Chiti:
Quando il dentista può aderire al regime forfettario

In questa configurazione non ci sono ostacoli fiscali: il figlio può collaborare con lo studio del genitore mantenendo il regime agevolato. Tuttavia, è una soluzione temporanea: nel medio-lungo periodo emergono limiti significativi, soprattutto in ottica di successione e valorizzazione dello studio.

Esempio pratico

Il padre dentista ha due figli:

  • il maggiore diventa odontoiatra e lavora nello studio;
  • il minore segue un’altra carriera.

Col tempo, il figlio odontoiatra contribuisce in modo determinante alla crescita dello studio. Ma al momento del passaggio generazionale nasce un problema: è corretto che l’intero valore dello studio passi solo al figlio odontoiatra, escludendo l’altro?

La risposta è no. Lo studio dentistico rappresenta un bene patrimoniale e, come tale, dovrebbe essere ripartito tra gli eredi. Per evitare tensioni e contenziosi familiari, una soluzione efficace è costituire una società odontoiatrica familiare, nella quale coinvolgere tutti i membri in proporzione al loro ruolo o al loro apporto di capitale.

La s.r.l. odontoiatrica tra genitori e figli

Costituire una s.r.l. odontoiatrica familiare è spesso la scelta più logica e sicura per una pianificazione equilibrata. Questo modello consente di separare la proprietà dallo svolgimento dell’attività professionale, garantendo chiarezza e tutela per tutti.

Ecco un esempio di struttura societaria:

  • padre odontoiatra → socio professionista con il 25%
  • madre odontoiatra → socia professionista con il 25%
  • figlio odontoiatra → socio professionista con il 25%
  • figlio non odontoiatra → socio di capitale con il 25%

In alternativa, il figlio non odontoiatra può essere escluso dalla compagine, compensandolo con un bene immobiliare familiare. Un’ipotesi comune è il conferimento dello studio nella s.r.l. odontoiatrica, seguito da un patto di famiglia in cui:

  • al figlio odontoiatra vengono cedute le quote della società,
  • al figlio non odontoiatra un immobile di famiglia.

Sono due esempi semplici, ma efficaci per comprendere come solo una s.r.l. ben strutturata consenta una pianificazione familiare ordinata e senza conflitti.

Forfettario e s.r.l. odontoiatrica: attenzione ai rischi

Molti si chiedono:

Un dentista può fatturare alla propria s.r.l. odontoiatrica mantenendo il regime forfettario?

Purtroppo, nella maggior parte dei casi no.
La normativa vieta il regime forfettario se il professionista controlla direttamente o indirettamente una società che svolge la stessa attività.

Il controllo indiretto si estende anche ai familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo). Significa che la causa ostativa si applica anche quando, per esempio, la moglie del dentista detiene il 50% delle quote della s.r.l. odontoiatrica.

La norma è complessa e può cambiare in base al singolo caso. È quindi fondamentale valutare attentamente ogni situazione con un commercialista esperto del settore odontoiatrico.

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