Se sei amministratore di una srl odontoiatrica (o di una srl stp), prima o poi ti sarai chiesto se il TFM (Trattamento di Fine Mandato) sia davvero uno strumento utile o se rappresenti soltanto un costo contabile difficile da difendere in caso di controllo.
Molti amministratori valutano il TFM con l’idea di ottimizzare la tassazione e programmare in modo più efficiente compensi e flussi di cassa. Il punto centrale, però, è che il TFM non funziona come soluzione standard: può offrire vantaggi concreti solo se impostato correttamente fin dall’inizio, sul piano civilistico, contabile, fiscale e documentale.
In questa guida vediamo cos’è il TFM, come funziona in una srl odontoiatrica o in una srl stp, quali sono le regole fiscali per amministratore e società, quali effetti previdenziali produce e quando conviene davvero adottarlo.
Cos’è il TFM e a cosa serve in una srl odontoiatrica
Il TFM (Trattamento di Fine Mandato) è una forma di remunerazione differita riconosciuta all’amministratore e corrisposta alla cessazione dell’incarico (per scadenza, revoca o dimissioni). Viene spesso paragonato al TFR dei dipendenti, ma con differenze sostanziali:
- il TFM è facoltativo e deve essere espressamente previsto
- non esiste una disciplina legale rigida di calcolo, come accade per il TFR
Il TFM può essere previsto:
- nelle srl che gestiscono strutture sanitarie odontoiatriche
- nelle srl stp, se lo statuto e l’assetto societario lo consentono
La sua funzione principale è consentire una pianificazione nel tempo della remunerazione dell’amministratore, evitando concentrazioni di reddito esclusivamente su base annuale.
Chi può beneficiare del TFM nella srl odontoiatrica e nella srl stp
Il TFM riguarda gli amministratori della società, anche quando l’amministratore è un odontoiatra o altro professionista sanitario.
L’elemento decisivo non è la qualifica professionale, ma come viene formalizzato il diritto al TFM e come viene gestito l’accantonamento nel tempo.
Un punto spesso sottovalutato è questo:
il TFM è una scelta facoltativa, ma non può essere gestito in modo discrezionale anno per anno. I criteri di accantonamento devono essere:
- definiti a monte;
- coerenti nel tempo;
- verificabili (importo fisso o parametri oggettivi).
Una gestione “opportunistica” indebolisce l’istituto e lo espone a contestazioni in sede di verifica.
Regole fiscali del TFM per l’amministratore
Quando il TFM viene corrisposto, per l’amministratore costituisce reddito assimilato a lavoro dipendente, ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. c-bis) del TUIR.
Tassazione ordinaria o tassazione separata: il nodo della data certa
Il tema centrale è la modalità di tassazione del TFM.
L’art. 17, comma 1, lett. c) del TUIR consente l’applicazione della tassazione separata, generalmente più favorevole, solo se il diritto all’indennità risulta da un atto di data certa anteriore all’inizio del mandato o, comunque, anteriore alla maturazione del diritto.
In pratica, la tassazione del TFM si gioca tutta sull’impostazione iniziale.
Operativamente:
- in assenza di un atto con data certa “a monte”, la tassazione separata può non essere riconosciuta
- la documentazione non è un dettaglio formale, ma il presupposto sostanziale per difendere il trattamento fiscale
In dichiarazione, le somme vanno indicate secondo il regime applicabile; in caso di tassazione separata, si applicano le regole specifiche, incluso l’acconto del 20%.
Regole fiscali del TFM per la società
Dal punto di vista della società, l’accantonamento del TFM può essere deducibile per competenza, ai sensi dell’art. 105, comma 4, del TUIR.
Questo significa che il costo può ridurre il reddito imponibile nell’esercizio in cui viene imputato a bilancio, anche se il pagamento avverrà solo alla cessazione dell’incarico.
Cosa serve perché sia deducibile
Per sostenere la deduzione in modo solido è fondamentale che:
- il TFM sia previsto nello statuto o disciplinato da atti societari coerenti
- la misura o i criteri di calcolo siano determinabili in modo oggettivo
- l’impostazione sia stabile e tracciabile nel tempo
Non è necessario replicare meccanicamente le regole del TFR (come la quota 1/13,5): per il TFM non esiste un vincolo normativo analogo. Ciò che conta è costruire una disciplina interna chiara e documentata, coerente con la realtà economica della srl.
Accantonamento contabile e accantonamento finanziario: differenze
Accantonare il TFM in contabilità non significa automaticamente accantonare liquidità.
L’accantonamento è una posta contabile che rappresenta un costo e un debito potenziale futuro.
Detto questo, molte srl odontoiatriche scelgono anche un accantonamento finanziario, ad esempio:
- investendo risorse in strumenti finanziari
- utilizzando polizze assicurative sottoscritte dalla società
La scelta dipende dai flussi di cassa, dalla stabilità del fatturato e dalla strategia finanziaria della struttura.
Contributi INPS sul TFM dell’amministratore
Sul piano previdenziale, l’erogazione del TFM può comportare contribuzione alla Gestione Separata INPS, poiché l’emolumento rientra tra i redditi assimilati a collaborazioni coordinate e continuative al momento del pagamento.
Questo aspetto è cruciale:
il TFM può spostare l’impatto contributivo nel tempo, ma non lo elimina. La valutazione di convenienza deve quindi considerare non solo la fiscalità, ma anche l’effetto previdenziale complessivo.
Esistono limiti al TFM? Congruità e rischio di contestazioni
Per il TFM non esiste un limite di legge come per il TFR. Tuttavia, il tema della congruità viene spesso richiamato in sede di controllo, soprattutto con riferimento alla deducibilità.
La giurisprudenza ha assunto nel tempo posizioni meno rigide su limiti quantitativi prefissati, ma questo non significa che qualsiasi importo sia automaticamente inattaccabile.
In chiave operativa, è buona prassi:
- fissare criteri di calcolo chiari e stabili
- evitare importi sproporzionati rispetto a utili e flussi di cassa
- introdurre il TFM prima della nomina o comunque prima che maturino evidenti interessi a “spostare” reddito
Indicazioni orientative (come il 20–30% annuo del compenso dell’amministratore) possono essere un riferimento prudenziale, ma vanno sempre calibrate sui numeri reali della srl.
Come impostare il TFM in modo corretto e difendibile
Nella pratica, gli errori più frequenti non riguardano il TFM in sé, ma la sua implementazione.
Prima di introdurre o riorganizzare il TFM, è opportuno verificare che:
- statuto e delibere siano coerenti e aggiornati
- l’atto istitutivo abbia data certa e collocazione temporale corretta
- i criteri di determinazione siano oggettivi e non mutevoli
- la gestione contabile e dichiarativa sia allineata all’impostazione scelta
- sia valutato l’effetto combinato su IRES, IRAP, tassazione personale e contribuzione INPS
Conclusione
Il TFM può essere uno strumento utile per l’amministratore di una srl odontoiatrica o di una srl stp, perché consente di pianificare parte della remunerazione in modo differito e, in presenza dei presupposti, di accedere a un trattamento fiscale più efficiente.
Non è però uno strumento da applicare in automatico. Il TFM funziona davvero solo se progettato su misura: atto con data certa, regole interne chiare, coerenza contabile e valutazione previdenziale.
Se stai valutando di introdurre o riorganizzare il TFM nella tua società, una valutazione tecnica mirata permette di capire se è lo strumento adatto ai tuoi numeri e di impostarlo in modo solido e difendibile nel tempo, evitando soluzioni standard applicate indistintamente.
Vuoi capire come applicare correttamente questi aspetti alla tua situazione professionale o al tuo studio?
Una valutazione attenta consente di evitare errori e di assumere decisioni consapevoli.
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